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Il Santo Patrono - San Lanno Martire
Protettore della Terra di Bassanelo

l'Urna di San Lanno Martire Portata in Processione
© Copyright Foto - Andrea Di Palermo (Foto d'Archivio)

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Chi era S. Lanno ? Un giovane bello e gentile, abbandonato alla morte in atteggiamento dolce ed espressivo, come risulta dalla statua contenente le sue reliquie e conservata nella Cripta della Chiesa di S. Maria.

Secondo l'agiografia più nota ed accettata dalla tradizione orale e dialettale. Secondo gli approfonditi studi dell'Arciprete Mariani era nato a Colonia, in Germania, da nobile famiglia.

A circa 13 anni di età si arruolò nella guardia del corpo di Massimiano in qualità di Ufficiale ed in seguito fu trasferito nel Lazio al servizio di Diocleziano. Fu in Italia che il giovane conobbe la fede cristiana e la fece propria; amò con coraggio e fervore Dio, diffuse le sue idee e si dichiarò "Cavaliere di Cristo". Presto però fu deferito al pretore e dovette subire un processo ed una "passione" che terminò con la condanna a morte tramite decapitazione.

Tale condanna venne eseguita il 5 Maggio dell'anno 296, fuori le mura castellane di Bassanello e precisamente nel luogo dove ora sorge la cappella dedicata al Martire. Così narra il Leoncini "Questo atto e martirio del Beato Lando fu eseguito fuori le mura di Bassanello, incontro la porta , un tiro di mano ove è la chiesa di S. Lando e suo martirio, che sino da quel giorno ne ritiene il nome".

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La Cappella di San Lanno Eretta Sul Luogo del Martirio
© Copyright Foto - Andrea Di Palermo (Foto d'Archivio)

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Durante il cammino dal castello al luogo dell'esecuzione, il giovane Lando donò la vista ad un cieco dalla nascita, successivamente questo prodigio accrebbe nella popolazione di Bassanello la venerazione ed il compianto per il giovane e l'odio contro i persecutori. Questo miracolo è riportato da più fonti, dal Leoncini: "Cappella ove fu martorizzato S. Lando... ove si illuminò un cieco".

E dal Costanzi: "Esiste ancora fama che vicino a morire, stando ancora tra le mani dei manigoldi, rendesse la vista ad un cieco dalla nascita".

La toponomastica locale indica a pochi metri dalla Cappella del Martirio una insenatura della Via Orfana (attuale Via S. Lanno), che da sempre è denominata San Ceconato. La condanna venne eseguita, alcuni fedeli si impadronirono del corpo del Martire abbandonato dai carnefici, per dargli onorevole sepoltura tra le mura castellane in un luogo segreto.

Qui il corpo del S. Martire ha riposato per più di 13 secoli.

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Processione di San Lanno del 1988
©
Copyright Foto - Andrea Di Palermo (Mag. 1988)

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Ritrovamento del Corpo

Tra le mura castellane e la chiesa di S. Maria, in un angusto sito, vi era un loculo che per antichissima tradizione era indicato da tutti come tomba di S. Lanno. il 18 Gennaio 1628 una delegazione della comunità di Bassanello, composta da Don Sebastiano Pollioni Arciprete di S. Maria, e Pietro Fabiani, si recò Monsignor Gozzadini, vescovo di Orte e Civita Castellana, per richiedere regolare permesso ad esplorare il tumulo ritenuto da tutto il popolo il sepolcro del S. Martire.

Il Vescovo concesse l'autorizzazione. Segretamente venne aperto nel muro della tomba un foro che permise di individuare i resti di un corpo umano.  Il 25 Marzo dello stesso anno, furono scelti Michele Bottini e Pietro Fagiani (Presidente della Confraternità di S. Lanno), quali operai idonei alla delicata operazione di demolizione del tumulo che venne eseguita con diligenza in presenza del Vicario generale di Orte Don Bartolomeo Valentini, Don Sebastiano Pollioni, Don Giulio Moddi parroco di S. Salvatore e di Quintilio Pressutti, G. B. Celestini e Gregorio Gregori quali testimoni.

Fu ritrovato un loculo lungo tredici palmi (circa mt. 1,80), e largo 5 coperto da due lastre di travertino che poggiavano su pietre di tufo e peperino. Sotto due lastre fu rinvenuto un pilastro in travertino alto circa 2 mt. con scolpita una colonna sulla cui sommità era incisa una croce greca (attualmente è nella Cripta del Santo), quindi ancora una lapide di marmo della stessa lunghezza spezzata in due parti e decorata con mosaici (usata poi come stipite della porta secondaria della chiesa di S. Maria).

Nell'interno della tomba giacevano intatte le ossa di un corpo umano, non sconnesse ma disposte secondo le naturali giunture. Il corpo misurava circa 6 palmi e mezzo di lunghezza (circa mt. 1,69), la testa riposava ad occidente ed i piedi ad oriente. Fu rinvenuto anche del sangue congelato misto a terra che venne immediatamente riposto sigillato in un'ampolla. Il corpo ritrovato venne rinchiuso in una cassa di cipresso appositamente sigillata con Sigillo Episcopale in attesa, da parte della Chiesa, di un processo per il riconoscimento. Il 23 Marzo del 1630 la Congregazione dei Riti riconobbe in quelle ossa il Sacro Corpo di S. Lanno e con decreto del 6 Aprile dello stesso anno regolarizzètò tale riconoscimento. La traslazione del corpo del S. Martire avvenne di domenica.

l'Urna di San Lanno Martire nella Cripta della Chiesa di S. Maria Assunta
© Copyright Foto - Andrea Di Palermo (Mag. 2005)

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I Miracoli

Anticamente sopra le arcate della navata centrale della Chiesa di S. Maria erano dipinti 14 medaglioni a testimonianza di altrettanti prodigi operati da S. Lanno. Elenchiamo di seguito alcuni miracoli che il Santo Protettore operò nel nostro paese:

- Da tempo immemorabile la festa di S. Lanno si onora a Bassanello il giorno 5 Maggio e per consuetudine si osserva come festivo anche il giorno 6 Maggio; in memoria della traslazione del corpo del S. Martire fu aggiunto anche il giorno 7 Maggio ed in questi giorni festivi ognuno si astiene dal lavoro. Accadde che un padre di famiglia, osservato il primo giorno di festa, si recò poi nei campi per lavorare. Al suo ritorno trovò nei campi alcune tartarughe che raccolse e portò in famiglia. Entrato in casa le depositò in terra e queste subito si trasformarono in serpenti, con grande spavento di tutta la famiglia. L'uomo cosciente dell'errore commesso ricorse al patrocinio del S. Martire e fu esaudito; la casa restò immediatamente libera da quei mostri.

- Un uomo si arrischiò ad attraversare il fiume Tevere a guado, travolto dalla furia delle acque e sul punto di annegare si rivolse a S. Lanno e scampò da morte ormai sicura.

- Eustachio figlio di Agostino Nerca, si ammalò all'età di 7 anni perdendo l'uso delle gambe. A 20 anni, fu condotto presso il sepolcro di S. Lanno dalla madre Massimilla, quando tornò a casa iniziò a camminare.

- Domenico, figlio di Giovanni Mariani aveva perduto l'uso del braccio sinistro, condotto al sepolcro del Martire, lo riacquistò per sua intercessione.

- Il figlio di Rocco Gentili, Domenico, malato ed in fin di vita, dichiarato come caso disperato anche dai medici, fu portato presso la Cappella di S. Lanno, fu steso nudo sopra l'altare e subito recuperò la salute.

- Donna Rosa di Millo, ossessa da demonio, fu esorcizzata da Don Mario Fucitola arciprete di Bassanello dinanzi al sepolcro del S. Martire e per sua intercessione fu liberata dal maligno. Lo stesso avvenne con Clemenza moglie di Pietro Cassandra e molte altre donne.

- 1 Aprile 1628 Fuccellara Lanno di Sante di anni 16 così deponeva davanti al Vicario Generale di Orte:

" Ritrovandomi io stroppiato da 6 anni in qua in questo piede dritto, e di questa mano dritta, di modo, che per detto tempo sono stato mai padrone di questa parte dritta, nè avendo mai possuto fare cosa nessuna, ritrovandomi, comeì ho detto così impedito, tanto che avendo inteso dire pubblicamente per la terra, che si era ritrovato il glorioso corpo di S. Lanno, per esser io particolarmente divoto, per esser Santo il mio nome, però con ferma certezza, e fede, che mi avesse da guarire per aver anco inteso, che molti a gloria sua si erano liberati da diverse infermità colle'essersi unti con l'olio della lampada. Però jer sera, dopo il sono dell'Ave Maria andai con certa speranza e fede a visitare quel glorioso Corpo, e per ungermi anco con l'olio della stessa lampada. Così postomi in ginocchioni avanti quella Santa Sepoltura, pregai detto Santo che essendo per la meglio, mi volesse liberare da detto impedimento, e devotamente mi unsi questa mano col Sant'olio della lampada, e così stetti un poco inginocchioni, facendo orazione, avendo messa la crocciola lì in terra, e mentre stavo facendo Orazione mi sentii dire al cuore, che mi levassi in piedi, e non pigliassi la crocciola, e così feci, e mentre mi levai in piedi, mi sentii libero della mano, e del piede, tanto che nell'istesso istante mi misi a camminare, e scento per la scala, venni in Chiesa, dove avanti l'altare di esso Santo mi spogliai ignudo, e lasciai tutti i miei panni, e la crocciola, per segno di riconoscenza della grazia ricevuta, e il popolo tutto, che era presente, vedendomi libero, cominciò ad alta voce, a strillare "Misericordia", ed io allora me ne andai a casa, accompagnato da infinità di popolo, che strillava "Misericordia ".

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- Il sig. Pietro Fabiani depone nel corso del Processo Canonico:

" Oggi essendo venuta Donna Diamante moglie del quondam Angelo Gentili di età di anni 60 incirca parimente con le crocciole avanti detta Sepoltura a fare Orazione, ritrovandosi storpiata da 10 anni in quà, e più, essendo stata per un pezzo anzi quasi tutt'oggi avanti essa Sepoltura a fare Orazione, con dirottissimo pianto, finalmente sulle ore 23 in circa si è partita camminando benissimo da se stessa, e senza dette crocciole, quali ha lasciate assieme a tutti li vestimenti, che portava, essendosi spogliata nel detto luogo, e poi rivestita di nuovi panni, che aveva mandato a ripigliare in casa, il che visto dal popolo, essendo cosa tanto miracolosa, si è cominciato a strillare "Misericordia" con pianti dirottissimi, e stridi di ringraziamento a detto santo. E' stata accompagnata a casa dal popolo, camminando da se e liberamente ".

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Anticamente S. Lanno estese i suoi prodigi anche fuori di Bassanello, sopratutto a Citerna nella diocesi di Città di Castello, dove si divulgò molto la devozione al ns. Santo grazie all'opera di Martino Vespasiani, antenato della famiglia Mariani, che nel 1728 era Commissario per la Sacra Consulta.

Ecco alcuni miracoli operati da S. Lanno in questa terra.

- Un bambino di nome Francesco figlio di Ottavio Giunti, dal popolo creduto malmenato dalle streghe, ma in realtà ulcerato in tutto il corpo, quasi in fin di vita, unto con l'olio della lampada del Sepolcro di S. Lanno, fornito dal Vespasiani, guarì immediatamente.

- Il sig. Paludio figlio del Cap. Giovan Francesco, giaceva in fin di vita con febbre altissima; unto con lo stesso olio della lampada del ns. Protettore all'istante guarì.

- Il sig. Felice Beccarini era stato colpito da gravissima malattia ed i medici, dopo aver tentato tutte le cure possibili, dichiararono il caso disperato. Il fratello del malato, Padre Bonaventura, guardiano del convento di S. Francesco, ricorse al patrocinio del ns. Santo e dopo aver unto il malato con l'olio della sua lampada, subito notò un miglioramento ed in seguito guarì perfettamente.

Altri miracolati nel suddetto paese furono:

- Antonio del Moro, Francesca Corcioschi di 9 mesi, Barbara Viciechi, Giacomo Antonio Pacini.

Torniamo ai prodigi operati nel ns. paese:

- Francesco, figlio di Giacomo Maracci di Bassanello, nacque con le palpebre degli occhi chiuse, e venne dichiarato cieco. Quando fu condotto al fonte battesimale, il parroco Don Lanno Antonio Celestini, Arciprete di S. Maria, suggerì alla madrina ed ai presenti che, prima di riportarlo a casa, lo deponessero sull’altare di S. Lanno e con fiducia lo raccomandassero a Lui. Così fecero e con stupore videro che il bimbo aveva gli occhi aperti.

- Alla fine del 1793 ed al principio del 1794 Bassanello fu colpito da una gravissima epidemia che mieteva molte vittime, specialmente tra i giovani. Monsignor De Dominicis, Vescovo di Orte, esortò la popolazione a rivolgersi al S. Protettore con un triduo di preghiere ed una solenne processione per le vie del paese con le Sante Reliquie. Il 9 Febbraio 1794 ultimo giorno del triduo, nel pomeriggio doveva svolgersi la solenne processione, nel corso dei Vespri fu chiamato con urgenza il parroco Don Bernardino Ralli al capezzale di Giovannetti Nicola di venti anni già munito di Sacramenti ed in stato di coma. Il parroco non avvertendo più il respiro del giovane malato fece inginocchiare i presenti esortandoli a recitare un Pater Ave Gloria a S. Lanno. Terminata l'orazione il moribondo aprì gli occhi e disse: " Oh ! S. Lanno mio ". Era guarito. Questo era anche il presagio che il flagello dell'epidemia era terminato per l'intercessione di S. Lanno presso Dio.

- Sin dai tempi più antichi S. Lanno ha goduto di grande fama di taumaturgo dei sofferenti dal dolore di testa. Infatti sia in Bassanello che da altri paesi, i malati sono sempre accorsi in grande quantità ottenendo la guarigione sia con l'accostare la testa al finestrino del suo sepolcro o semplicemente ungendosi con l'olio della sua lampada. Centinaia sono state le guarigioni dei dolori alla testa.

- Al principio del XVIII secolo, un furto sacrilego sconvolse la comunità cristiana di Civita Castellana, ignoti avevano trafugato le Sante Reliquie dei Patroni S.S. Marciano e Giovanni. Tutte le accurate ricerche svolte non avevano dato esito alcuno. Il 22 Aprile 1701, il Vescovo Mons. Simon Paolo Aleotti, si recò in visita a Bassanello e celebrò la Santa Messa presso l'altare di S. Lanno. Terminato l'ufficio, comunicò ai fedeli che aveva invocato il patrocinio di S. Lanno per il ritrovamento delle reliquie dei S.S. Martiri di Civita Castellana. Il Vescovo fu poi ospite del Castello per il pranzo e verso la fine del desinare un cameriere gli comunicò la visita di un eremita che aveva urgente bisogno di parlargli. Il Vescovo ricevette immediatamente l'eremita che gli offrì un involucro contenente le S. Reliquie dei Martiri S.S. Marciano e Giovanni. Avvertito anche l'Arciprete Don Cesare Pini, Mons. Aleotti gli andò incontro esclamando: " Arciprete, ed intercessione di S. Lanno, si sono ritrovate le Reliquie dei Martiri di Civita Castellana ".

Il Busto di San Lanno Martire Portato in Processione
© Copyright Foto - Andrea Di Palermo (Foto d'Archivio)

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Storia dell'Inno di San Lanno

Ogni bassanellese conosce e canta nel corso delle processioni l'Inno di S. Lanno, ma sono pochi che ne conoscono l'origine nonostante esso sia nato a Bassanello in epoca molto recente.

Nel 1939, alle soglie della seconda guerra mondiale, tra i vari sacerdoti che esercitavano nel ns. paese ve ne era uno in particolare che aveva una grande passione per la musica e si divertiva a suonare un vecchio pianoforte acquistato per la somma di lire 135 da Don Corrado Ralli di Orte.

Questo sacerdote era Don Tertulliano Maracci che, oltre alla passione per la musica, nutriva una particolare inclinazione anche per la poesia.

Avvenne che un giorno una suora dell'asilo infantile di Bassanello fece avere a   "Nano i' vappo", altro grande appassionato di musica, uno spartito musicale già compilato che aveva rinvenuto tra varie scartoffie. Si trattava di un Inno dedicato ad un Santo Martire di autore ignoto. Nano sottopose lo spartito musicale a Don Tertulliano, a cui era legato da sincera amicizia, subito questi pensò di realizzare con quella musica un inno da dedicare al ns. Santo Patrono. In pochissimo tempo, erano imminenti le feste patronali, scrisse le parole appropriate al tipo di musica e adattate alla gloriosa storia del Martire.

Il 4 Maggio 1939, nel primo pomeriggio, venne a Bassanello la Banda Musicale di Vallerano che, nella Chiesa della Stella provò questo inno cantato dalle "Figlie di Maria", già preparate da Don Tertulliano.

La sera, nel corso della processione di apertura delle feste patronali, per la prima volta venne eseguito questo inno che poi diverrà l'Inno ufficiale del Patrono di Bassanello.

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Inno a San Lanno

Irrorato di sangue prezioso
scintillante lo scudo e il cimiero
odi l'inno celeste guerriero
che si eleva da un popolo a te.
Fu la fede tuo scudo e la Speme
fu tuo usbergo nell'orrido agone
e vincendo nell'aspra tenzone
Bassanello cristiano si fe.
Questo suol di tuo Sangue bagnato
con le vie su cui l'orme lasciasti
queste genti che a Cristo portasti
benedici e sian sempre con te.
A chi al santo tuo avello si prostra
non negar tue grazie e favori
ma il tuo cuore pietoso ristori
chi ti invoca e ti chiede mercè.
Bassanello tua patria seconda
cui lasciasti le spoglie tue in dono
col tuo sangue o celeste Patrono
a te sempre a rivolto il suo cuor.
Tra i perigli nell'ansia e nel duolo
da te sempre protetti e difesi
noi vivremo sicuri ed illesi
se ci guardi con un occhio d'amor.
A S. Lanno fedeli rendiamo
il tributo di gloria e d'onore
a chi sol di Gesù per amore
e per noi tanti strazi patì.
E di un inno di grazie risuoni
ogni casa ogni valle ogni campo
ch'ei per noi fu d'Averno lo scampo
e per noi tutto lieto morì.

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Don Tertulliano morì a Bassanello il 16 Gennaio del 1948.

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Il Quadro di San Lanno Posto a Vista da Viale Guglielmo Marconi (Passeggiata)
© Copyright Foto - Andrea Di Palermo (Dic. 2006)

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