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Le Chiese
Santa Maria Assunta
E' la
cattedrale, eretta nel sec. XI, probabilmente sui resti di un tempio pagano, addossata all'antica cinta muraria del paese, misura metri 25 x 12 ed è alta 13.

La Chiesa di Santa Maria
Assunta
© Copyright Foto - Andrea Di Palermo (Mag. 2005)

La facciata è preceduta da un
portico asimmetrico, di epoca posteriore alla chiesa, che ne occupa poco più
della metà ed è unito al campanile. E' costruito in peperino, i suoi architravi
poggiano agli angoli sopra due pilastri e nel mezzo sopra due agilissime
colonne. All'interno del portico sono custoditi numerosi reperti archeologici
che avvalorano l'ipotesi che la chiesa sia sorta su un antico tempio romano.
Oltre a steli, frammenti di transenne e di altro materiale ornamentale, durante
il restauro del 1925 sono state trovate sotto la cripta della chiesa una
pesantissima ara pagana in travertino decorata da una testa di ariete e festoni
di fiori su cui si posano uccelli.

Frammento
di Ara Pagana
Scoperto nella Cripta di S. Maria
© Copyright Foto
Andrea Di Palermo (Dic. 2007) |
Stele
Pagana nel Portico di S. Maria
© Copyright Foto
Andrea Di Palermo (Dic. 2003) |

Anche l'abside (tricoro) decorato
esternamente con costoloni e con archetti penduli sotto le tettoie delle celle
laterali, con la sua struttura architettonica, avvalora la tesi della
sovrapposizione a fabbricati precedenti.
Il campanile, sicuramente, doveva
essere un bastione angolare delle antiche mura. Fu sopraelevato in età romanica
con due ordini di bifore poi chiuse, di cui si intravedono gli archi in
laterizi. Incorpora uno strato di opus reticolatum in piccoli conci di pietra
bianca e un frammento con una croce bizantina. Decorazioni in cotto a spina di
pesce ne separano i piani.
La porta della facciata è del
secolo XV e in origine da quella parte non doveva esserci alcuna apertura per
ragioni di sicurezza, essendo troppo vicino alle mura . Anche l'ingresso al
portico è infatti verso l'interno del paese, e dalla stessa parte sulla navata
sinistra era l'antica porta quadrata.
Nell'interno, il tempio è diviso in
tre navate da due ordinu di colonne cilindriche - due soltanto sono esagonali -
monoliti in peperino, sormontate da interessanti capitelli romanici sopra i
quali posano gli archi pure in peperino. I capitelli, di stile diverso l'uno
dall'altro, sono ornati con disegni geometrici con foglie di acanto, con animali
fantastici : l'austerità dello stile romanico tollerava che soltanto sui
capitelli si esercitasse il talento dello scultore. Sulle nude pareti di tufo
poggia il tetto a travatura scoperta. Le navate
terminano con un presbiterio a tre celle al quale si accede per mezzo di nove
gradini; sotto il presbitero si apre la cripta.
Due affreschi, all'interno delle
absidi minori, sono del secolo XII e mostrano chiari influssi bizantini. il
primo mostra il Redentore con i santi Pietro e Paolo che tiene in mano un libro
con la scritta "Ego sum lux mundi", dell'affresco dell'altra cella sono sparite
le figure laterali ed è restato un personaggio in atteggiamento ieratico con una
lunga barba bianca. Tiene in mano la scritta "Beatus qui me servit". La
didascalia allude chiaramente al Redentore, mentre la figura si riferisce meglio
ad un santo monaco (sovrapposizione ?).
Nell'abside centrale un bel
tabernacolo cilindrico del XVI sec. poggia su di un cippo ricavato da un'ara
romana. Al di sopra una tavola con l'Assunta di anonimo del '500.
Nella cripta sono conservate
reliquie di San Lanno, rinvenute nel 1628 e reincorporate nell'urna di vetro,
opera del ceramista fiorentino Giocchino Mortula del XVIII sec. Vi si conserva
anche il "mattone di San Lanno", frammenti di spessa terracotta che
identificavano il corpo e l'epoca del martirio. A San Lanno e a Santa Lucia sono
dedicati i due altari ai fianchi del portone principale, in due cappelle di
chiaro stile barocco. Accanto l'ingresso della torre campanaria, in una celletta
circolare, si trova il fonte battesimale di rilevante interesse artistico,
risalente al XVI sec.

-
LANNUS XPI MARTYR HIC REQUIESCIT SUB E.P.S.
DIOCLETIANO PASSUS -
Il Mattone di San Lanno
© Copyright Foto - Andrea Di Palermo (Mag. 2005)

Forse appartiene al sec. XVI la
cappella della navata sinistra, che era stata adibita a sacrestia ed è stata
riaperta al culto e dedicata al sacro cuore di Gesù dopo il restauro del 1925;
gli affreschi della cappella come quelli della cripta, sono opere del Prof.
Ercole Aloisi. L'attuale sacrestia originariamente era la cappella interna di S.
Lanno.
San
Salvatore e il Campanile
Come tutte le chiese esistenti
nell'antico perimetro di Vasanello ha la facciata rivolta ad oriente. E'
costruita in tufo, misura circa metri 17 x 10 ed è alta 14.

Chiesa di San
Salvatore
© Copyright Foto - Andrea Di Palermo (Mag. 2005)

La facciata che termina a timpano,
è percorsa dal basso in alto da due sottili semicolonne sormontate da
rudimentali capitelli fino al tetto , sotto il quale corre una teoria di
archetti penduli. Anche le pareti laterali esterne hanno la medesima
decorazione. Sulla facciata, in alto rispetto al piano stradale, si apre la
porta sormontata da una lunetta a tutto sesto. In origine aveva un portico che
fu abbattuto quando, nel secolo XIII, fu elevato il campanile; infatti durante
il restauro del 1909 furono trovati murati nelle pareti interne del campanile
alcuni capitelli delle colonne del portico, molto simili a quelli di Santa Maria.
La chiesa ha tre navate divise da
due file di quattro colonne cilindriche in peperino sormontate da capitelli
ionici che sorreggono le arcate. Il presbiterio ha tre celle semicircolarie si
eleva di alcuni gradini dal piano della chiesa. Nell'anno 1853 vi furono
costruite volte a botte, chiuse le colenne entro pilastri in muratura, e aperte
grandi finestre. La spinta delle volte produsse gravi lesioni all'edificio che
nell'anno 1940 fu completamente restaurato e riportato alla sua struttura
originaria. Nel 1951 la Sovrintendenza del Lazio ordinò lavori di
consolidamento. Questa chiesa esisteva fin dal principio del Mille, come si
rileva da un'epigrafe (già in un sarcofago all'esterno della chiesa ed ora
murata nella prima navata a destra) che porta la data del 1038 in ricordo
dell'arciprete Domenico che vi si fece seppellire.

|
l'Epigrafe di
San Salvatore
© Copyright Foto - Andrea Di Palermo (Mag. 2005)
|
Traduzione dell'Epigrafe
+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Nel nome del Signor nostro Gesù Cristo. Amen.
Nell'anno 1038, indizione sesta
al tempo di S.S. Papa Benedetto Sommo Pontefice,
regnando Corrado piissimo imperatore dei Romani,
ci fu in questo castello di Vasanello
un venerabile uomo l'Arciprete Domenico.
Cadde malato il ventinove marzo,
il dodici aprile la sua anima si disciolse dal corpo.
Il suo corpo fu deposto in un sarcofago nuovo
davanti alla chiesa del Salvatore Signor Nostro Gesù Cristo
e della beata intemerata Vergine Maria, sua madre,
e del beato Michele Arcangelo,
che presenti la sua anima al cospetto del Signore,
e del beato Giovanni Battista, precursore del Signore,
che lo soccorra davanti al tribunale dell'eterno giudice,
e del beato Pietro suo apostolo, clavigero,
che apra la porta del regno celeste.
Supplico voi che entrate in questa sacrosanta chiesa
di chiedere per lui il perdono,
affinchè il Signore non permetta
che egli vada nelle tenebre esteriori
e non lo tocchi la mano estranea
e non sia immerso nell'abbisso,
ma dagli Angeli sia portato in cielo
e sia posto nel seno di Abramo;
e non sia associato con i peccatori,
ma sia
unito a coloro
che dopo la dissoluzione della carne
possiedono le requie dei beati
ed aspettano con grande gaudio
ed ancor più godranno nei cori,
quando, rivestiti della loro carne,
verranno ed appariranno davanti alla faccia di Dio.
Traduzione di Luigi CIMARRA
|

L'abside ospita a destra una
bella Madonna della Rondine con un Bambino e Santi; al centro un pregevole
tabernacolo a pianta trapezoidale in marmo bianco del XVI sec.
Il cippo su cui poggia l'altare è
venuto alla luce durante il restauro del 1941. E' decorato solo su due lati: sul
fronte con una croce latina, da cui nascono rami e foglie e un agnello alla
base; sul fianco sinistro due animali in corsa tra elementi vegetali. Si può
datare tra la seconda metà del VII sec. e gli inizi dell'VIII. Gli affreschi che
decoravano la navata sinistra sono pressochè scomparsi a causa dell'umidità
risalente dal terreno. Ben conservata è invece l'edicola della Madonna della
febbre, il cui affresco, dipinto dal vasanellese Filippo Scarelli nel 1878, si
inserisce in un tabernacolo al centro di un grande pannello di metri 4 x 3
diviso in sette quadri affrescati del XVI sec. (la cornice, in rilievo, è datata
1573). A fianco della porta secondaria una serie di affreschi della scuola
tosco/umbra del XV sec. attribuiti a Domenico Velandi della scuola di Lorenzo da
Viterbo.

Il Campanile
©
Copyright Foto - Andrea Di Palermo (Foto d'Archivio)

E' una torre quadrata alta circa 28
metri, divise in sei piani separati da vaghe cornici di laterizi. Sulle quattro
facce del primo piano si aprono le bifore, mentre sopra agli altri si
sovrappongono le trifore archeggiate a tutto sesto e divise da sottili colonne
in peperino. Nella facciata destra della porta si notano tre busti scolpiti in
altorilievo; si tratta certamente di materiale di spoglio d'epoca romana usato
quale motivo decorativo. Questa torre sembra appartenere alla scuola dei Cosmati
e ci ricorda i campanili di S. Maria in Cosmedi, di Santa Cecilia a Roma quelli
di Bolsena, di Sutri, di Tarquinia. Lando Leoncini narra che per la costruzione
siano state usate pietre della Via Amerina o Veia che attraversava il territorio
di Vasanello. Suffragano questa tesi le tracce che i carri hanno lasciato sulle
pietre e che sono ancora oggi visibili. Si dice che sotto il campanile, che più
volte è citato come mausoleo, sia seppellito Elvio, l'ultimo re degli etruschi
sconfitto dai romani presso il lago Vadimone, a pochi chilometri da Vasanello.

Pietra della Via Amerina
Incastonata sul Lato Est del Campanile di San Salvatore
© Copyright Foto - Andrea Di Palermo (Mag. 2005)

Notizie Storico Religiose
Chiese che
Furono e Chiese che Sono
Qualche secolo fa, a Vasanello,
esistevano ben diciasette chiese. Di alcune non è rimasta traccia come: San
Ceconato, Santa Bruna, San Cricco, Santa Rosa, di quest'ultima è rimasta a
testimonianza una cella che serviva alla Santa per penitenza.
Di altre sono rimaste
testimonianze visibili come:
San Rocco
- Chiesa che sorgeva nel rione
"Praticare", anticamente adibita per molto tempo come cimitero, di nessun
interesse artistico. Trasformata poi in molino della farina, oggi è utilizzata
dai proprietari come magazzino.
Sant'Angelo
-
Sorgeva al centro del vecchio
paese, risale al XIII secolo ed era il centro socio economico della vita paesana. Tra le sue mura, venivano registrati tutti gli atti di compravendita,
di scambio e di donazione. Apparteneva all'Abbazia di S. Silvestro in Capite.
Negli ultimi anni di attività, la chiesa era gestita da Don Tertulliano, era
sede della "Compagnia della Buona Morte" e si riconosceva nella festa di
San Michele (29 Settembre). Oggi è trasformata in magazzino.
San
Sebastiano
- Era sicuramente la Chiesa più antica del paese, risaliva al
XIII secolo e sorgeva allo estremo Nord in fondo all'antico borgo. Per accedervi
era necessario salire 5/6 gradini, internamente
era ornata da un affresco che rappresentava il martirio di S. Sebastiano. In una
parete esterna, fu trovato
un antico cippo di pietra bianca ai cui lati erano
scolpiti una croce ed un candelabro. Questa chiesa era particolarmente frequentata dalle persone sofferenti di mal di ossa.
Ogni anno, il 20 Gennaio (S. Sebastiano) vi si svolgeva una grande festa. Questa
chiesa fù venduta e trasformata in abitazione.
Madonna
del Rifugio (S. Antonio)
- Fu costruita tra il 1633 ed il 1640, con l'opera volontaria
dei fedeli.
Nei suoi pressi sorgeva il "Lazzaretto". Chiesa di nessun valore artistico. La
tradizione vuole che l'immagine della Madonna, collocata sull'altare maggiore,
fosse stata tolta da una edicola di un muro di un orto. Ancora oggi la chiesa è
funzionale, anche se raramente vi viene celebrata la S. Messa. Il 17 Gennaio di
ogni anno (S. Antonio Abate), vi si svolge una grande festa popolare.

La Chiesa della Madonna del
Rifugio
detta anche di Sant'Antonio
©
Copyright Foto - Andrea Di Palermo (Gen. 2008)
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La Chiesa della Madonna del
Rifugio
Durante i Festeggiamenti di Sant'Antonio Abate
©
Copyright Foto - Andrea Di Palermo (Gen. 2008)
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Beata
Vergine delle Grazie
- Chiesa antichissima che si dice sia stata sede delle suore
benedettine col titolo di Abbazia. Una decina di scalini tufacei conducono
all'atrio ed attraverso una porta trecentesca, a destra della quale è dipinta in
una nicchia l'immagine della Madonna col Bambino, si accede alla chiesa.
Nell'interno, sulla parete dell'unico altare, è dipinta la icone della Vergine
ed intorno sono rappresentati
i misteri dell'Annunciazione e della nascita di Gesù. Vicino alla chiesa vi era
un cimitero all'aperto, le cui tombe scavate orizzontalmente nel tufo si
trovavano quasi alla superficie del terreno. Un tempo non molto lontano, vi si
officiava il 25 Marzo ed il Lunedì di Pasqua ed in questa ultima occasione, si
svolgeva la "Poggiata" di Pasquetta. Per anni la chiesa fu abbandonata,
ultimamente è stata ristrutturata. Chiesa di grande valore artistico per
pregevoli affreschi della scuola del Perugino.


Cappella di S. Lanno
- E' una piccola chiesa di forma quadrata che nel 1878 fu
elevata di qualche metro essendo rimasta al di sotto del livello stradale. La
tradizione vuole che, nel punto in cui è sorta la Cappella, S. Lanno subì il
martirio. Per accedere alla piccola chiesa è necessario scendere alcuni gradini,
all'interno sulla parete dove è posto l'altare , vi è un grande affresco
raffigurante S. Lanno a cavallo che impugna un vessillo crociato. Tale affresco
di stampo rinascimentale (si legge la data del 1493), è sicuramente dipinto
sopra una precedente pittura. Ai lati sono raffigurati due personaggi in piedi,
sicuramente S. Antonio e S. Francesco. L'altare è costituito da un cippo di
peperino rozzamente lavorato, sormontato da una pesante pietra di travertino;
esso risale come tutta la cappella quasi sicuramente al IV o V secolo. Questa
cappella non rappresenta alcun pregio artistico.

Cappella di San Lanno
Eretta sul Luogo del Martirio
© Copyright Foto - Andrea Di Palermo
(Foto d'Archivio)
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Affresco all'Interno della
Cappella di San Lanno
Attribuito al Maestro di Castiglione in Teverina
©
Copyright Foto - Andrea Di Palermo (Gen. 2008)
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Chiesa
di S. Giuseppe
-
Piccola chiesa campestre che sorge
a circa 1 km. dal centro abitato lungo la strada provinciale che da Vasanello
conduce a Vignanello. Fu fatta costruire da Giuseppe di Modio nel 1726 e
dedicata a San Giuseppe di cui era particolarmente devoto. Nel 1850 Giuseppe di
Modio, nipote, estinguendosi con lui la stirpe ed il nome, trasmise questa
chiesetta alla Famiglia Mariani. Il 19 Marzo 1959 Mariano e Salvatore Mariani,
cessando con loro la discendenza maschile, restaurarono la piccola chiesa e la
donarono alla figlia e nipote Contessa Lia Bianchi Ninni. La felice posizione di
questa chiesetta campestre offre allo sguardo un panorama che ha pochi
confronti, da rilevare che non offre allo sguardo particolare artistico di
rilievo.

Chiesa di San Giuseppe
© Copyright Foto - Classe 1964

Cella di S. Rosa
- Chiesa rupestre situata poco distante da
Palazzolo, risale probabilmente al X sec.
Scavata nel tufo, era completata da una strutura di legno esterna, come si può dedurre
dai fori nella roccia nei quali sicuramente erano sistemate le travature. Era ornata di affreschi di cui
restano vaghe tracce.
San Silvestro
- Chiesa rupestre di particolare interesse per la
volta a botte costruita con sassi squadrati nel tufo. Anche qui esistono vaghe tracce di affreschi. E' situata al centro della
valle omonima in
prossimità del Parco dei Fontanili.
Chiesa della Madonna
della Stella
- Non ha grande
valore storico, è stata costruita nel 1704,
con la partecipazione di tutto il popolo. Sembra che, in quel periodo, ogni cittadino
fosse tenuto a racimolare sassi ovunque, quando la raccolta raggiungeva un numero significativo di sassi,
iniziava l'opera di
muratura sino ad esaurimento di quanto raccolto. Quindi iniziava di nuovo la raccolta di
sassi e successiva muratura, ciò andò avanti per una ventina di anni. All'interno della chiesa sul lato
sinistro si trova l'altare dedicato a S. Emidio e di fronte quello dedicato a S. Rocco comprotettore di
Vasanello. L'altare maggiore è rialzato di 2 gradini, ha la facciata ornata da bassorilievi ed ha addossate 4
colonne sulle quali
troneggiano 2 statue, una raffigurante S. Barbara, l'altra non definibile. Ai lati
dell'altare, vi sono due porticine, sovrastate da due busti, che conducono alla sacrestia. Sul lato destro della
facciata, nel 1933, fu
deposta una croce in ferro a ricordo delle Missioni. Il 29 Maggio 1950, sul culmine della
facciata, a ricordo
dell'Anno Santo venne posta una statua della Madonna, tutta in marmo,
alta mt. 1,90. Per molti anni questa chiesa è stata aperta al culto, attualmente viene usata per mostre o iniziative
varie.

Chiesa della Madonna della
Stella
© Copyright Foto - Andrea Di Palermo - Dic. 2004

Lando Leoncini nella
sua "fabrica ortana" dice che, il territorio di Bassanello era punteggiato da
una fitta
costellazione di chiese e cappelle, facenti parte della Diocesi di Orte -
Bassanello e le enumera nel seguente
ordine:
- S. Maria di
Bassanello, affidata alla Compagnia del SS. Sacramento ed a quella della Disciplina.
- Cappella di S. Joanni Ius Padronato di casa.
- S. Salvatore Parrocchia e Arcipretario.
- S. Valentino, affidata alla Compagnia del S. Rosario.
- S. Angelo Compagnia.
- S. Sebastiano dei Disciplinati.
- S. Martino Capo di Contrada
Chiese
Situate Fuori dal Paese
- S. Valentino per
la Via di Orte.
- S. Lucia.
- S. Maria delle Grazie.
- S. Joanni.
- Cappella dove fu martirizzato S. Lanno.
- Cappella di S. Rocco al poggio.
- S. Popolo in Contrada del Lago verso Bagnolo
- S. Ambrosi in contrada "Selvarella".
- S. Jaco in contrada detta "Valle di S. Jaco" nelle vicinanze di Aliano.
- Chiesa dei SS. Santicelli.
Per molte di queste chiese e
cappelle è impossibile dire ove fossero state ubicate e quando furono innalzate.
Resta solo il dedicatorio che il Leoncini ci ha tramandato con la sua opera.
Cappella di S.
Joanni Iuspadronato
- Poco
se ne sa di questa Cappella se non che, nel 1275,
nel periodo di Gregorio X, vi si riscuotevano le decime essendo alle dipendenze della
Diocesi di Orte.
Chiesa di S. Martino
- Non ha lasciato alcuna
traccia, l'unico elemento che potrebbe permettere
una localizzazione di questa Chiesa è la via tuttora esistente nel vecchio Borgo
intitolata al Santo.
Chiese di S.
Valentino e S. Lucia
- Non
hanno lasciato traccia. Il Leoncini nella sua opera le cita
ubicate lungo la strada che conduceva da Vasanello alla sua Diocesi, ossia Orte.
Chiesa di S.
Ambrogio
- Il Leoncini la
pone a Sud/Est del centro abitato di Vasanello, in località
"Selvarella". La zona è ricca di casali, tutti di recente costruzione, per cui
non si può ipotizzare neanche
che qualcuno sia derivato dalla trasformazione della Chiesa.
Anche le Chiese di S. Jaco,
dei Santicelli e del Santo Popolo, non hanno lasciato nessuna traccia della
loro esistenza.

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