La sua perla
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Premetto che non volevo
scrivere queste cose, poi mi sono ricordato di aver letto da qualche parte che
"la bontà è la moneta della vita: non bisogna accumularla, ma farla
circolare".
E allora se può servire a mettere in circolo la bontà, ecco un episodio semplicissimo,
ma molto significativo che mi fa sentire ancora vivo questo grande amico.
Andai a trovarlo in ospedale quando ormai sapevamo bene che il male lo stava minando
inesorabilmente.
Ma don Mario non aveva perso ancora la sua esuberanza.
Mi guardò improvvisamente fra il serio e il burlone uscì in questa battuta: "E
pensare che mi sarebbe
tanto piaciuto vedere l'anno 2000 !"
La stessa spontaneità di sempre che, anche in una situazione così difficile, metteva a
nudo il suo carattere aperto, scherzoso e umanissimo.
Poi alzò gli occhi al Crocifisso e aggiunse: "Per fortuna che c'è la
fede..... Un segreto che anche gli
angeli ci invidiano !"
Si dice che l'ostrica ferita si chiude nella conchiglia, muore e produce la perla.
La sua perla era quella sua fede e quel sorriso a tutto campo, lo stesso con il quale
sulla piazza di Vasanello dava i pizzicotti sulle guance dei ragazzini, rispondeva ad un saluto o accettava
l'invito per uno
spuntino.
Uno che credeva più nel fare che nel dire.
E, come Gandhi, avrebbe potuto affermare: "La mia vita è il mio
messaggio...".
Un messaggio che ritorna ancora vivo a dieci anni dalla sua morte, soprattutto quando
entro nella sua
chiesa, un pò oscura, ma nella quale traspare la sua anima.
Come aveva ragione Pascal nel dire che noi siamo come "imbarcati".
E' nei sentimenti che provo oggi, che c'è la sensazione combinata di un "naufragio"
il nostro, di noi vicini ormai al 2000 e la sensazione di una "gloria", la sua.
Là dove sicuramente tiene allegri quelli del cielo; dove la gioia è di casa ed è anche
eterna.
don Cipriano
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