Busso' alla porta...
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Dicembre 1958, la vita della
mia giovane sorella è ormai aggrappata ad un filo di speranza, servono flaconi
di sangue per gli ultimi disperati tentativi.
In anni in cui la donazione per molti era ancora un tabù, difficile da scardinare, non
dimenticherò mai che
fu il primo a bussare alla porta senza che nessuno glielo avesse chiesto !
Come pure resta indelebile la consolazione che portò alla mia famiglia la sua presenza
nell'ospedale in Roma, per cercare di vivacizzare quella che sempre più diventava una esile fiammella.
I. F.
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Leggendo nel pensiero
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Una tempesta si era
abbattuta sulla mia famiglia; al primo incontro con lui, leggendo nel mio pensiero, mi
disse solo "nel caso tu avessi bisogno, telefona a questo numero".
Così ho fatto ed alcune porte mi si spalancarono: piovve, ma non grandinò.
M. L.
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Vi serve niente ?
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"Fa bene l'aver avuto
un amico, anche se poi si muore".
Così dice Antoine de Sant Exuperj nel suo "Il piccolo principe".
E noi abbiamo avuto un amico amico.
In tante occasioni non ha risparmiato se stesso.
E' stato generoso, servizievole, disponibile.
Alle otto e venti in piazza ci accoglieva con l'abituale sorriso schietto e un po'
malinconico, spesso accompagnato da: "Oggi vado a Roma, vi serve niente ?".
Ci salutava in fretta guardando l'orologio perché nella sua agenda, molti erano gli
impegni, soprattutto
per le esigenze di altri amici.
Siamo certi che ci è vicino e ci aiuta anche adesso e che, in Paradiso, ci aspetterà in
piazza, nel suo
pulmino FIAT (modificato per farci entrare nove persone, tante bottiglie di vino e tanti
fichi come in Inghilterra insieme a Nando) per portarci a fare il primo giro di orientamento.
Naturalmente dopo aver fatto il possibile per assicurare anche a noi il biglietto di
ingresso e dopo aver
chiesto a mamma Giacinta di apparecchiare la tavola per tutti.
Le Maestre Luciana ed Iride
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