Il suo pensiero per gli altri
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Il più vivo ricordo di don
Mario risale all'infanzia dei miei figli che veniva spesso a chiamare sotto la finestra di casa e dalla quale ero ben felice di affacciarmi per salutarlo, pronta però a
rispondere all'immancabile battuta di spirito.
In occasione di una cena della mia classe, rifiutando un invito a ballare, con la scusa
del suo ginocchio
difettoso, si mise a cantare "o mia Rosina" seguito subito in
coro da tutti gli altri ed ancor oggi quando
ci ritroviamo insieme la cantiamo volutamente per sentircelo accanto.
Lui era consapevole e molto sensibile per qualche mia difficoltà familiare e, sicura che
avrei certamente
appesantito la sua croce, non ebbi il coraggio di andarlo a trovare in
ospedale; ma il suo pensiero nei miei
confronti non mancò; mi pervenne tramite i miei
figli che invece vi andarono.
Incontrandolo poi per strada mi disse: "Ti ho mandato a salutare.
I figli te lo hanno detto ?
Sapevo già che tu non saresti venuta a trovarmi !".
Aveva letto così bene nei miei pensieri che neppure i miei genitori sarebbero mai stati
capaci di fare !
A. C.
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