IL FRONTALE DEL CIMITERO DI VASANELLO

Il 10 ottobre 1966, Giulio Francesconi invia una lettera al Comune di Vasanello, unita ad undici copie fotografiche, nella quale enuncia il suo progetto per la realizzazione del Frontale del Cimitero di Vasanello (Fig.53).

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Fig. 53 - Frontale del Cimitero di Vasanello - 1966 - Bozzetto del Progetto
(Gesso)

Questa opera, per ragioni che esulano dal presente scritto, non fu mai realizzata, ma restano il bozzetto ed alcune foto a confermare il valore artistico della struttura proposta.

Francesconi così lo descrive: " II frontale del Cimitero di Vasanello, come da fotografia del bozzetto in gesso, rappresenta due aspetti della Passione e Morte di Nostro Signore, cioè: (Lato sinistro) La sepoltura, (lato destro) Le tré Marie che vanno al sepolcro con balsami e lini. Nella parte superiore, sormontato da una croce luminosa, Cristo risorto. Ai lati della porta d'ingresso, due Angeli oranti. Le figure componenti i due gruppi, il Cristo risorto e gli angeli, saranno a grandezza naturale, modellate con la terra robbiana resistentissima e cotta al gran fuoco (temperatura 980°); saranno incastonate nel peperino.

E' necessario che le figurazioni siano eseguite in terracotta per rispettare la tradizione storico-artistica della zona etnisca".

Il commento ad un'opera così ben descritta potrebbe apparire superfluo, ma emergono alcune considerazioni di alto contenuto tecnico e stilistico che ritengo opportuno rimarcare.

Per prima cosa è da evidenziare la sapiente scelta tematica e la disposizione dei soggetti: Francesconi disloca i due gruppi, della Sepoltura e delle tre Marie, ai lati estremi della composizione, e li realizza in cammino verso il centro, dove si trova la porta del Cimitero, ai lati della quale stazionano, in preghiera, i due angeli.

L'effetto drammatico è perfetto: l'idea di suggerire il Cimitero di Vasanello come simbolico luogo di sepoltura del Cristo è intuizione di elevato contenuto compositivo. Sulla sommità dell'opera, al centro, si erge il Cristo risorto, con una croce luminosa a chiudere, in alto, l'intera struttura, a garanzia della pace etema promessa ai fedeli.

L'altro aspetto pregevole è l'uso proposto di materiali diversi: terra "robbiana" per il Cristo risorto e gli angeli, peperino come supporto relativo e terracotta per i due gruppi; non può assolutamente sfuggire il particolare effetto cromatico che sarebbe scaturito da tale assemblaggio, così come appare evidente il sapiente richiamo alla tradizione storico-artistica della tradizione fìttile etrusca.


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