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Piccola Guida
Cenni Geografico-Turistici

(n.d.w. tutti i dati citati in questa
pagina, si riferiscono all'anno 1978)

Vasanello, il cui nome
storico è BASSANELLO, e tale è rimasto dalle origini etrusco-romane fino al
1949, è un centro prevalentemente agricolo sull'altopiano del Tevere ai piedi
del Monte Cimino. Dista in linea d'aria non più di 11 km. dalla stupenda faggeta
in vetta al monte ad ovest, e appena 5 km. dalle sponde del fiume Tevere ad Est.
Eretto come ogni
insediamento caratteristico della Tuscia su di uno sperone tufaceo a pianta
cuneiforme, fra due burroni confluenti a nord nel rio Paranza che si getta nel
Tevere a valle di Orte, conta oggi 3050 abitanti.
L'ubicazione felicissima
lo pone a 265 s.l.m., adagiato sul vasto altipiano appena ondulato, interrotto
verso Roma dalla mole solitaria del Soratte a 20 km. in linea d'aria, protetto a
nord-est dalla catena degli Appennini tosco-umbro-sabini e climatizzato dal
vicino lago di vico (a 15 km.) e dal mare (a 50 km.).
Le foreste che ancora
resistono attorno ad esso, e che diventano lussureggianti di secolari castagni,
fino ai faggi maestosi, sulle pendici del Cimino, lo arricchiscono di un'aria
particolarmente salubre.
Confina a nord e ad est
col Comune di Orte (a 8 km.), a sud con Gallese (5 km. in linea d'aria, 13 km.
su strada), ad ovest con Vignanello (8 km.) e Soriano nel Cimino (13 km.). Dista
25 km. dal capoluogo di provincia, Viterbo, ad ovest, e dal maggior centro
industriale della Tuscia, Civitacastellana, a sud.
Raro esempio
urbanistico, Vasanello è ricco di verde e di spazio all'interno stesso
dell'abitato, che si è andato sviluppando in piano verso sud, oltre la "Porta"
(non più esistente) del centro storico medioevale, intorno al "Prato di sotto" e
al "Prato di sopra", due magnifici parchi, il primo a pineta con gli edifici
scolastici, il secondo a viali erbosi di platani e pini con parco della
Rimembranza e monumento ai Caduti, campo sportivo e parco giochi per bambini.
Tra i due "Prati", la "Passeggiata della Mossa", alberata e riservata
esclusivamente ai pedoni.
Si tratta nel complesso
di una zona verde che si estende per circa 45.000 mq., e si allarga ancora nel
vasto piazzale Umberto I di 6.500 mq., nel quale confluiscono le due strade
provinciali di accesso da Orte e da Vignanello: un'area verde pari a quella del
vecchio borgo; che si ripara ora soltanto dietro ai torrioni del massiccio
Castello, dopo che è stato privato nel 1883 della cinta muraria.
Vasanello si raggiunge:
Da Roma, per la via
Flaminia - attraverso Prima Porta, Rignano Flaminio, Civitacastellana, Borghetto,
Bivio per Gallese Scalo, Gallese, Bivio per Vasanello (km. 79);
per la Via Cassia - attraverso La Storta, Monterosi, Bivio per Nepi, Bivio per
Ronciglione, Bivio per Caprarola, Bivio per Fabbrica di Roma, Bivio per
Vignanello, doppio Bivio per Vasanello (km. 71);
per l'autostrada A 1 -
entrata per Roma, uscita ad Orte id. c.s. (km. 51);
Da Terni, per la
superstrada - entrata per Orte/Roma, uscita ad Orte id. c.s. (km. 33);
Da Viterbo, per la
Cassia Cimina - attraverso Canepina, Vallerano, Vignanello, Vasanello (km. 25);
per la statale 204 -
attraverso Bagnaia, Soriano nel Cimino, Vasanello (km. 30).


Cenni Storici
Non v'è dubbio che il
nome del paese sia Bassanello, anche se il più antico documento scritto, una
lapide di marmo del 1038, reca: "in Castro Vassanello", al tempo in cui Bassano
risulta nei documenti d'epoca "Vassano" e Bagnolo risulta "Vagnolo". Mai
comunque si rinviene Vasanello, nome che sostituì quello storico, nel 1949, per
esaltare l'antica arte dei vasari, che sfruttano in loco un'argilla del tutto
particolare per le loro terrecotte.
Di sicura origine
etrusca, si hanno dell'epoca reperti del V sec. a.C. nel Museo Archeologico di
Firenze, e numerosi sono ancora oggi ritrovamenti di pezzi di stoviglie etrusche
in aperta campagna, che testimoniano l'origine dell'arte figulina locale.
Vicino al paese sulla
strada di Orte, in località dal nome antico e significativo di Campomorto, fu
scoperta al principio del secolo una piccola necropoli sepolta dalla
vegetazione, obbligata in superficie dal terreno argilloso e risalente
probabilmente al VI o V sec. a.C.: i lavori agricoli l'hanno dispersa.
L'insediamento etrusco
di Vasanello subì la sorte di ogni altro centro della Tuscia che a partire dal V
sec. a.C. fu gradatamente sottomessa da Roma.
Per la sua ubicazione e
le sue difese naturali in epoca romana Vasanello fu il Castrum Amerinum
sull'antica via Veia o Amerina. Fece parte poi del Ducato Romano e nel 727 era
"Terra del Patrimonio di s. Pietro". Nel 1058 era ancora possedimento della
Chiesa e l'abate Tebaldo lo concede a congiunti fino alla terza generazione.
Ma iniziarono di li a
poco le usurpazioni, i saccheggi, le conquiste, il periodo squallido e muto
della dominazione bizantina e delle invasioni barbariche. Nel 1212 Vasanello era
in mano ad avventurieri usurpatori che il papa Innocenzo III ordinò di far
sgombrare. Nel 1278 è Orso Orsini ad impadronirsi di Vasanello, e il pontefice
Martino IV lo costringe a restituirlo nel 1282, dopo che l'Orsini aveva già
provveduto a farne la sua residenza.
Durante le autonomie
comunali, peraltro sempre vigilate dalla Santa Sede nei territori della Tuscia,
il Comune di Vasanello stipulò il 10 marzo 1305, da pari a pari col Comune di
Viterbo, un contratto di accomandigia firmato da tre rappresentanti popolari
vasanellesi e da Stefano Colonna, podestà e capitano di Viterbo, per mantenere
reciprocamente la pace e difendersi dai comuni nemici.
Decaduta l'autonomia
comunale, gli Orsini avevano finito per ottenere dal pontefice la regolare
investitura del feudo di Vasanello, nel cui castello trovò tragica morte nel
1500 Orsino Orsini, sfortunato marito di Giulia Farnese, sorella di Paolo III e
intima amica di Lucrezia Borgia, che fu ospite assidua del castello. In
occasione del matrimonio di Laura Orsini con Nicola della Rovere, per atto di
Giulio II, zio dello sposo, Vasanello passò nel 1505 ai Della Rovere, ai quali
si deve lo Statuto, manoscritto su carta membranacea della prima metà del sec.
XVI con firme autografe di Laura, Nicola e Giulio Della Rovere, che è il primo
compendio organico delle leggi per la "Terra di Bassanello", conservato in
Comune.
Nel 1534 Elena della
Rovere sposò Stefano Colonna, ed ai loro eredi toccò la Signoria di Bassanello,
che rimase ai Colonna fino agli inizi del 1700 come Ducato, quando sempre per
matrimonio passò ai Barberini e quindi nel 1787 a Urbano Barberini Colonna di
Sciarra. Alla fine del 1800 a Vasanello il Signore era ancora Maffeo Barberini
di Sciarra, ma all'inizio del secolo attuale i beni feudali passarono alla Banca
d'Italia e da questa all'Università Agraria, in uso ai contadini del luogo,
mentre il Castello veniva acquistato da Mons. Luigi Misciattelli, alto prelato
vaticano della Famiglia Pontificia di S. Pio X, che lo restaurò.

Cenni Artistici
Notevole è il patrimonio
archeologico e artistico del paese.
In sintesi possono essere
illustrati i monumenti più rilevanti che racchiudono elementi di grande
interesse.


La Chiesa di S. Maria
Con la sua severa
facciata, divisa nettamente in due tra l'espressione della forza (merli e torri
della cinta muraria) e della fede (portico e timpano), costituisce una "quinta"
d'eccezione di quella autentica scenografia che è la grande piazza Umberto I con
il fondale maestoso del Castello e il proscenio del parco pubblico alberato.
Si erge probabilmente su
di un tempio pagano ed è una costruzione di m. 25 per 12 per 15 di altezza, di
stile pre-romanico, in prevalenza dell'XI sec. Il suo campanile, che incorpora
uno strano opus reticulatum in piccoli conci di pietra bianca, un frammento
marmoreo con croce bizantina, e ricorsi in cotto a spina di pesce, era
sicuramente un bastione angolare delle mura antiche, sopraelevato in epoca
romanica con due ordini di bifore successivamente chiuse, e di cui si notano gli
archi in laterizio.
Di pianta rettangolare,
con abside triconca, la chiesa basilicale è a tre navate divise da due fila di
colonne monolitiche in peperino su basi cubiche, di cui due a pianta esagonale
su basi cilindriche, tutte con capitelli romanici eteroformi. Si ascende al
presbiterio con una bella scalinata in travertino bianco e transenna in peperino
grigio. Privo di qualsiasi ornamento l'interno accentua la sua suggestiva
austerità con l'imponente abside centrale, la piccola finestra a croce che
brilla in alto di una tenuissima luce sull'altare maggiore, e con le monofore
più basse, molto strette, che lasciano nella semioscurità tutto l'interno
illuminato soffusamente con toni molto caldi specie al tramonto.
E' impreziosita dai due
affreschi del XII sec. di scuola romana nelle due absidi minori: a destra il
Redentore coi Santi Pietro e Paolo, a sinistra forse S. Antonio, di chiaro
influsso bizantino. Al centro della conca dell'abside mediana poggia su di un
cippo di ara romana uno splendido tabernacolo cilindrico scolpito in marmo
bianco, di stile rinascimentale (XV-XVI sec.) e al di sopra di esso una pala in
legno dell'Assunta, cui è dedicata la chiesa, di intenso misticismo, opera di
anonimo del 500. Altro elemento di rilevante interesse è il fonte battesimale,
in fondo alla navata di sinistra scolpito a tutto tondo in tre grossi blocchi di
peperino a forma di coppa del diametro di 1 m. e alto 2 m., anch'esso del
periodo rinascimentale.
Accanto al Fonte
Battesimale si accede alla base del bastione che ospitò, nascosto tra gli enormi
massi squadrati di tufo, il Sepolcro di S. Lanno Martire, colà rinvenuto nel
1628. Restano in luogo il loculo vuoto della tomba con la grande lastra di
pietra che la ricopriva. La povertà estrema di quel sepolcro segreto in tempo di
persecuzione e di scorrerie barbare, è solo mitigata da un tratto di
rivestimento musivo a piccolissime tessere bianche.
Lungo le navate
laterali, in fondo a sinistra e a destra, sono eretti due altari barocchi del
XVII-XVIII sec. con stucchi decorativi nei soffitti e nelle cornici degli
affreschi conservati in sedici quadri soltanto sui fusti delle colonne
perimetrali intorno all'altare di sinistra, dedicato a S. Lanno, che vi
campeggia a cavallo su una grande pala del XVII sec. A destra è l'altare
"privilegiato" per la Confraternita della Madonna del Carmelo con tele di S.
Lucia, S. Agata e in alto dell'Immacolata. A metà della navata di sinistra si
apre la sacrestia, ex cappella di S. Lanno, con altare barocco e bellissima tela
del martirio del Santo, consacrata nel 1735. A metà della navata di destra una
cappella del Sacro Cuore affrescata di recente con ingenui tendaggi.
Sotto al presbiterio e
alla scalinata, attraverso due gradinate laterali si scende nella Cripta di S.
Lanno, anche essa triconcava come l'abside superiore e con affreschi recenti. Al
centro sotto l'altare è inserita l'urna di vetro con la bellissima statua di
cera incorporante le reliquie del Martire, e con l'ampolla del Suo sangue:
l'opera del cerista fiorentino Mortula (XVIII sec.) è di una espressività
struggente. A sinistra e a destra, nelle conche laterali, sono le bare in legno
che hanno contenuto i resti del Santo, e il documento più importante venuto alla
luce nel ritrovamento del sepolcro il 30 marzo 1628: il "Mattone di S. Lanno",
frammenti di spessa terracotta che fortunatamente ricomposti identificano il
corpo e l'epoca del martirio.
Il portico, con due
interessanti colonne cilindriche in peperino sormontate da due diversi capitelli
recanti simboli cristiani stilizzati d'epoca romanica e con strani ornamenti
geometrici incastonati agli angoli alti, offre sulla facciata ad est della
chiesa una piccola ma interessante raccolta di reperti archeologicidell'età
pre-romanica e pagana, scoperti nel sottosuolo della chiesa stessa. Sulla porta
secondaria a nord spicca un architrave a mosaico policromo geometrico, che
probabilmente proviene dal sepolcro del Santo.
La Chiesa di S. Salvatore

Chiesa Romanica di S. Salvatore
(sec. X - XI) e Campanile (XII - XIII)

E' una costruzione
tipica dell'architettura pre-romanica (X-XI sec.) a struttura basilicale di m.
17 per 10 per 14 di altezza, in rosso tufo locale con archetti penduli e lesene
aggiunti di stile lombardo.
Il Campanile, staccato
dalla chiesa sul fronte est è del XII-XIII sec., ed è uno tra i più belli del
periodo romanico, in tutto il Lazio, Roma compresa. In pietre bianche
rettangolari di travertino, diviso in sei piani da ricorsi decorativi geometrici
in laterizio rosso, svetta leggero per le sue bifore e trifore con agili
colonnine in peperino grigio, fino a 30 m. di altezza, suscitando meraviglia per
lo slancio e la luminosa policromia del suo insieme. Incastonati alla base
grossi massi sempre di travertino provenienti dalla pavimentazione dell'antica
via Veia o Amerina, segnati dalle ruote delle bighe romane, ed una bella pietra
tombale con tre busti di personaggi romani scolpiti in mezzo tondo.
L'interno della chiesa,
suggestivo nella semplicità delle tre navate in conci di tufo a vista, divise da
colonne monolitiche in peperino, e per la luce tenue delle piccole monofore ad
arco, è

Vasanello (VT) - Chiesa Romanica
S.S. Salvatore Sec. X

arricchito da affreschi
di scuola tosco-umbra del XIV e XV sec. e, in particolare, di Domenico Velandi
della scuola di Lorenzo da Viterbo, che qui consente alla pittura viterbese di
raggiungere uno dei punti più alti della sua espressione (Madonna in trono con
Bambino tra S. Giovenale e un Arcangelo). Particolarmente ben conservata
l'edicola della Madonna della Febbre, il cui affresco dipinto dal vasanellese
Filippo Scarelli nel 1878, di delicata fattura, si inserisce in un tabernacolo
al centro di un grande pannello di m. 4 per 3 diviso in sette quadri affrescati
del XVI sec. con Santi e Vita della Vergine, contornato da una cornice in
rilievo datata 1573.
L'abside triconca ospita
a destra una bella Madonna della Rondine con Bambino e Santi, e al centro un
pregevole tabernacolo a pianta trapezoidale in marmo bianco con lapide, scolpiti
nel 1520 sul retro di reperti dell'epoca romana, come l'ara pagana istoriata che
uno scultore di scuola bizantina del VII-VIII sec., ha trasformato in base
dell'altare maggiore.
Rilevante, accanto alla
porta laterale a sud, la lapide marmorea del 1038 che è la testimonianza più
antica della comunità religiosa di Vasanello.

Tabernacolo in Marmo nell'Abside
Maggiore della Chiesa di S. Salvatore
|
Chiesa di S. Salvatore -
Affreschi di Scuola Tosco-Umbra (Sec. XIV - XV
|

La Chiesa della Madonna delle Grazie
All'ingresso del paese
sulla strada provinciale per Orte è ora adibita a piccolo museo archeologico. E'
stata Abbazia appartenente al patrimonio di S. Silvestro in Capite già nell'XI
sec. e di essa si parla in un atto di S. Pio V del 4 febbraio 1572.
Di notevole offre ancora
il portale dell'XI-XII sec. e una piccola Madonna con Bambino affrescata nel
portico e attribuita alla scuola di Antoniazzo Romano (XVI sec.), mentre
all'interno sono molto interessanti gli affreschi della scuola del Perugino,
datati 1504 e raffiguranti l'Annunciazione e la Natività, nonché l'icona della
Vergine delle Grazie.
La mensa dell'altare
poggia su di un cippo di ara pagana dedicato al dio dei boschi Silvanus.
Caratteristico il pavimento, i gradini e i sedili del presbiterio, scavati nel
tufo vivo.

Vasanello (VT) - Chiesa B. V.
delle Grazie - Altare

La Chiesa della Madonna del Rifugio (S. Antonio)
Ribattezzata dal popolo
chiesa di S. Antonio è una costruzione sulla via provinciale per Vignanello
ultimata nel 1640, molto semplice e lineare, con altari barocchi dedicati alla
Vergine, ai Santi Antonio abate e da Padova, e a S. Martino.
Il primo con affresco,
gli altri con tele di pittori del XVII sec., come una terza grande tela di S.
Francesco che attende ancora collocazione.
All'interno della
sacrestia, è interessante il piccolo lavabo da parete in travertino bianco con
modesta scultura decorativa e modanature di epoca forse molto più antica della
chiesa.
La Chiesa della Madonna della Stella
Fu iniziata il 20 aprile
1704, e chiude a sud la grande piazza Umberto I tra lo sbocco della strada
provinciale per Orte e l'inizio della "passeggiata".
Interessante al suo
interno l'affresco della Vergine al centro del grande altare barocco del XVIII
sec., e un cippo di ara pre-romanica che sorregge la mensa dell'altare di S.
Rocco.
La Cappella del Martirio di S. Lanno
E' una piccola
costruzione in via S. Lanno sulla strada provinciale per Orte all'ingresso del
paese, eretta attorno al 1000 sul luogo della decapitazione del Santo Martire.
Offre all'interno la visione di interessanti affreschi, purtroppo danneggiati
dall'umidità sulla parete di fondo. Opera pregevole di Domenico Velandi, che ha
affrescato anche la chiesa di S. Salvatore, tali pitture, datate 1483,
rappresentano una Madonna seduta in trono con alto baldacchino sovrastato
dall'Eterno benedicente e Cherubini, rivelante la chiara influenza di Antoniazzo
Romano, S. Lanno a cavallo con stendardo crociato portogli dal Bambino, S.
Francesco e Santo non identificato.
Notevole altresì il
cippo di ara dell'XI sec. su cui è posata la mensa dell'altare.
Le altre chiese minori
sono ormai tutte sconsacrate e trasformate. S. Sebastiano in fondo a via Roma
all'estremità nord del borgo antico era la chiesa paleo-cristiana di Vasanello,
e conserva ancora il portale cui si accedeva con scalinata. S. Angelo, più
esattamente S. Michele Arcangelo come documentano gli scrìtti dell'epoca, a metà
di via Roma e quindi al centro dell'abitato entro le vecchie mura era la vera
"casa" della comunità vasanellese, cuore della vita religiosa e sociale come
ricorda un atto del 7 marzo 1219. S. Rocco, sita nel quartiere Praticare
ad ovest del paese era dedicata al Comprotettore, non aveva tracce particolari
nella storia o d'interesse artistico.

Affreschi di Domenico Velandi
(1483) e Cippo di Ara (Sec. XI) all'Interno della Cappella del Martirio

Il Castello
Sorge a protezione del
borgo antico sulla vasta piazza Umberto I, dove confluiscono le vie provinciali
di accesso al paese. A pianta quadrata con gli angoli fortificati da torri
cilindriche, s'inseriva col suo "maschio" (il Torrione, alto 18 m.), il suo
bastione meridionale e la sua torre ad est nella cinta muraria di difesa,
collegandosi attraverso un camminamento alla sommità delle mura con la torre
d'angolo a ovest ora campanile della chiesa di S. Maria. I coronamenti merlati,
ora coperti a tetto, sbalzati sugli archetti sostenuti a loro volta dai
barbacani scolpiti in peperino, gli conferiscono l'aspetto classico del castello
arcigno e ad un tempo fiabesco.
La sua storia è la
storia di Vasanello, con il quale si è sviluppato anche strutturalmente: da
rozzo bastione etrusco romano a dimora principesca.
Il suo ingresso si apre
ad ovest, sulla Piazza Vittorio Veneto racchiusa nelle mura fino al 1883. Ai
piedi del grande portone in ferro chiodato, sul cui architrave di peperino
bugnato spicca lo stemma dei Della Rovere, restano ancora i cardini del ponte
levatoio sul fossato che lo circondava.
All'interno un severo
cortile, con pozzo in peperino scolpito, e una bella scalinata, che sale ai
piani superiori, la cui seconda rampa è sostenuta da due archi a sesto ribassato
poggianti al centro su di un pilastro esagonale.
Al piano terreno gli
ambienti piuttosto tenebrosi della guarnigione, della servitù e delle prigioni.
Al primo piano l'appartamento nobiliare la cui porta d'ingresso reca inciso
sull'architrave il nome Laura, figlia di Orsino Orsini e di Giulia Farnese
sorella di Paolo III, sposata nel 1505 a Nicola Della Rovere, nipote di Giulio
II.
Gli ambienti e
l'arredamento del piano nobile, curati dagli attuali proprietari Marchesi
Misciattelli, rendono l'atmosfera dell'epoca con le sue storie e con le sue
leggende, che vi sono legate spesso insieme al nome di Lucrezia Borgia, ospite
di spicco del maniero.
Il secondo piano, non
completamente restaurato, è in parte adibito oggi a mostra delle ceramiche
artistiche della fabbrica "Bassanello" adiacente al castello.
Gli alberi secolari,
svettanti dal giardino dinanzi ai bastioni meridionale e orientale, attenuano
l'aspetto corrusco della mole.

Il Castello sull'Antico Bastione
Etrusco (Sec. XIII - XV)

Palazzolo
Una bella escursione di
3 km. di strada di campagna ma carrozzabile, porta verso nord a Palazzolo.
S'incontra prima, volgendosi ad ovest verso il Cimino, la "Torricella", una
torre medioevale di avvistamento lungo l'antica via Amerina abbastanza ben
conservata, quindi scendendo nel fondo della gola del fosso delle Mole segnata
da profonde grotte sul costone tufaceo, si arriva sotto Palazzolo, antico "Castrum"
o castello che taluni ritengono d'origine etrusca, altri romana, altri
medioevale. La prima ipotesi può essere suffragata da probabili abitazioni in
caverna a doppio locale con camino d'areazione, da una vicina necropoli con
tombe scavate a forma di uomo in superficie (detta i "morticelli"); la seconda
da una piccola necropoli a colombario sul fianco della rupe del "castello"; la
terza dai resti della chiesa-fortezza e delle mura e dai documenti storici che
lo rivelano già nel XII sec., strettamente legato a Vasanello.
Vi fu ucciso, secondo
alcuni, l'ultimo re etrusco Elbio, o Elio, dopo la sconfitta definitiva del suo
esercito subita dai romani sulle rive del vicino lago Vadimone.
Successivamente, oggetto
di continue conquiste per la sua posizione strategica, durante il medioevo finì
nelle mani degli Orsini (XII sec.), di Giovanni di Vico, dei Brettoni (XIV sec.)
e dei Tolomei di Siena (XV sec.) per finire nuovamente in dote a Laura Orsini
nel 1505, ormai come "casale".
Soprastante Palazzolo
una rocca naturale di tufo è interessantissima per il magnifico paesaggio e per
evidenti tracce di insediamento umano, forse anteriore agli stessi etruschi.

Economia
L'agricoltura, che è la
base dell'economia vasanellese, viene ormai condotta "part time" dai numerosi
addetti pendolari alle industrie delle zone circostanti e ai servizi (ferrovie,
amministrazioni ed enti pubblici).
Si produce vino,
nocciole, olio, e in minor misura cereali.
Attività tradizionali
artigiane: ceramica artistica, terrecotte, ferro battuto. Di recente si è
sviluppata molto la piccola fabbrica artigiana di confezioni. Di tutte le
attività locali, agricole e artigianali, sono molto apprezzati e conosciuti i
prodotti tipici.
Manifestazioni Tradizionali
Religiose: seconda
domenica di gennaio, commemorazione dell'intervento miracoloso di San Lanno
contro l'epidemia del 1793-94 e festa popolare.
17 gennaio S. Antonio
abate: benedizione degli animali, delle sementi, delle macchine agricole e degli
autoveicoli e festa popolare.
19 marzo: S. Giuseppe,
"poggiata" (il moderno pic nic) alla chiesetta del Santo sulla strada
provinciale per Vignanello.
Venerdì santo: solenne
processione con scene e personaggi della Passione.
5, 6 e 7 maggio: Festa
di S. Lanno protettore, con riti religiosi e grande festa popolare.
Corpus Domini:
Processione con "infiorata" di 2,5 km. e relativo palio dei Rioni.
15 e 16 agosto: Madonna
dell'Assunta e S. Rocco comprotettore: Riti religiosi e festa popolare, Mostra
dell'Artigianato nel cinquecentesco Palazzo Modio.
Le manifestazioni sono
molto curate, con la partecipazione delle Confraternite rionali e l'esibizione
della Banda Folkloristica Vasanellese, un complesso di più di 100 elementi fra
majorettes, sbandieratrici, tamburi e "musicanti", molto richiesto in analoghe
manifestazioni provinciali, regionali e nazionali.

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Parte I --->
Prefazione
<---
del Vescovo Marcello Rosina
--->
|
S. Lanno ! Leggenda o Realtà ?
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Fondamenti Storici |
Fabbrica Hortana |
|
Il Cavaliere di Cristo |
C'è Un Martire |
Dentro la Chiesa di Santa Maria
|
La Glorificazione |
Resta Tra Noi |
Bibliografia
|
Parte II
--->
|
Novena |
Inno a San Lanno
| Parte III
--->
Piccola Guida
--->
Pagina Iniziale del Libro "Il Martire Lanno e
Bassanello
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