NOTIZIE STORICHE RELIGIOSE

CHIESE CHE FURONO E CHIESE CHE SONO
Qualche secolo fa, a Vasanello,
esistevano ben diciasette chiese. Di alcune non è rimasta traccia come: San
Ceconato, Santa Bruna, San Cricco, Santa Rosa, di quest'ultima è rimasta a
testimonianza una cella che serviva alla Santa per penitenza.
Di altre sono rimaste
testimonianze visibili come:
San Rocco
- Chiesa che sorgeva nel rione
"Praticare", anticamente adibita per molto tempo come cimitero, di nessun
interesse artistico. Trasformata poi in molino della farina, oggi è utilizzata
dai proprietari come magazzino.
Sant'Angelo
-
Sorgeva al centro del vecchio
paese, risale al XIII secolo ed era il centro socio economico della vita paesana. Tra le sue mura, venivano registrati tutti gli atti di compravendita,
di scambio e di donazione. Apparteneva all'Abbazia di S. Silvestro in Capite.
Negli ultimi anni di attività, la chiesa era gestita da Don Tertulliano, era
sede della "Compagnia della Buona Morte" e si riconosceva nella festa di
San Michele (29 Settembre). Oggi è trasformata in magazzino.
San
Sebastiano
- Era sicuramente la Chiesa più antica del paese, risaliva al
XIII secolo e sorgeva allo estremo Nord in fondo all'antico borgo. Per accedervi
era necessario salire 5/6 gradini, internamente
era ornata da un affresco che rappresentava il martirio di S. Sebastiano. In una
parete esterna, fu trovato
un antico cippo di pietra bianca ai cui lati erano
scolpiti una croce ed un candelabro. Questa chiesa era particolarmente frequentata dalle persone sofferenti di mal di ossa.
Ogni anno, il 20 Gennaio (S. Sebastiano) vi si svolgeva una grande festa. Questa
chiesa fù venduta e trasformata in abitazione.
Madonna
del Rifugio (S. Antonio)
- Fu costruita tra il 1633 ed il 1640, con l'opera volontaria
dei fedeli.
Nei suoi pressi sorgeva il "Lazzaretto". Chiesa di nessun valore artistico. La
tradizione vuole che l'immagine della Madonna, collocata sull'altare maggiore,
fosse stata tolta da una edicola di un muro di un orto. Ancora oggi la chiesa è
funzionale, anche se raramente vi viene celebrata la S. Messa. Il 17 Gennaio di
ogni anno (S. Antonio Abate), vi si svolge una grande festa popolare.
Beata
Vergine delle Grazie
- Chiesa antichissima che si dice sia stata sede delle suore
benedettine col titolo di Abbazia. Una decina di scalini tufacei conducono
all'atrio ed attraverso una porta trecentesca, a destra della quale è dipinta in
una nicchia l'immagine della Madonna col Bambino, si accede alla chiesa.
Nell'interno, sulla parete dell'unico altare, è dipinta la icone della Vergine
ed intorno sono rappresentati
i misteri dell'Annunciazione e della nascita di Gesù. Vicino alla chiesa vi era
un cimitero all'aperto, le cui tombe scavate orizzontalmente nel tufo si
trovavano quasi alla superficie del terreno. Un tempo non molto lontano, vi si
officiava il 25 Marzo ed il Lunedì di Pasqua ed in questa ultima occasione, si
svolgeva la "Poggiata" di Pasquetta. Per anni la chiesa fu abbandonata,
ultimamente è stata ristrutturata. Chiesa di grande valore artistico per
pregevoli affreschi della scuola del Perugino.
Cappella di S. Lanno
- E' una piccola chiesa di forma quadrata che nel 1878 fu
elevata di qualche metro essendo rimasta al di sotto del livello stradale. La
tradizione vuole che, nel punto in cui è sorta la Cappella, S. Lanno subì il
martirio. Per accedere alla piccola chiesa è necessario scendere alcuni gradini,
all'interno sulla parete dove è posto l'altare , vi è un grande affresco
raffigurante S. Lanno a cavallo che impugna un vessillo crociato. Tale affresco
di stampo rinascimentale (si legge la data del 1493), è sicuramente dipinto
sopra una precedente pittura. Ai lati sono raffigurati due personaggi in piedi,
sicuramente S. Antonio e S. Francesco. L'altare è costituito da un cippo di
peperino rozzamente lavorato, sormontato da una pesante pietra di travertino;
esso risale come tutta la cappella quasi sicuramente al IV o V secolo. Questa
cappella non rappresenta alcun pregio artistico.
Chiesa
di S. Giuseppe
-
Piccola chiesa campestre che sorge
a circa 1 km. dal centro abitato lungo la strada provinciale che da Vasanello
conduce a Vignanello. Fu fatta costruire da Giuseppe di Modio nel 1726 e
dedicata a San Giuseppe di cui era particolarmente devoto. Nel 1850 Giuseppe di
Modio, nipote, estinguendosi con lui la stirpe ed il nome, trasmise questa
chiesetta alla Famiglia Mariani. Il 19 Marzo 1959 Mariano e Salvatore Mariani,
cessando con loro la discendenza maschile, restaurarono la piccola chiesa e la
donarono alla figlia e nipote Contessa Lia Bianchi Ninni. La felice posizione di
questa chiesetta campestre offre allo sguardo un panorama che ha pochi
confronti, da rilevare che non offre allo sguardo particolare artistico di
rilievo.
Cella di S. Rosa
- Chiesa rupestre situata poco distante da
Palazzolo, risale probabilmente al X sec.
Scavata nel tufo, era completata da una strutura di legno esterna, come si può dedurre
dai fori nella roccia nei quali sicuramente erano sistemate le travature. Era ornata di affreschi di cui
restano vaghe tracce.
San Silvestro
- Chiesa rupestre di particolare interesse per la
volta a botte costruita con sassi squadrati nel tufo. Anche qui esistono vaghe tracce di affreschi. E' situata al centro della
valle omonima in
prossimità del Parco dei Fontanili.
Chiesa della Madonna
della Stella
- Non ha grande
valore storico, è stata costruita nel 1704,
con la partecipazione di tutto il popolo. Sembra che, in quel periodo, ogni cittadino
fosse tenuto a racimolare sassi ovunque, quando la raccolta raggiungeva un numero significativo di sassi,
iniziava l'opera di
muratura sino ad esaurimento di quanto raccolto. Quindi iniziava di nuovo la raccolta di
sassi e successiva muratura, ciò andò avanti per una ventina di anni. All'interno della chiesa sul lato
sinistro si trova l'altare dedicato a S. Emidio e di fronte quello dedicato a S. Rocco comprotettore di
Vasanello. L'altare maggiore è rialzato di 2 gradini, ha la facciata ornata da bassorilievi ed ha addossate 4
colonne sulle quali
troneggiano 2 statue, una raffigurante S. Barbara, l'altra non definibile. Ai lati
dell'altare, vi sono due porticine, sovrastate da due busti, che conducono alla sacrestia. Sul lato destro della
facciata, nel 1933, fu
deposta una croce in ferro a ricordo delle Missioni. Il 29 Maggio 1950, sul culmine della
facciata, a ricordo
dell'Anno Santo venne posta una statua della Madonna, tutta in marmo,
alta mt. 1,90. Per molti anni questa chiesa è stata aperta al culto, attualmente viene usata per mostre o iniziative
varie.
Lando Leoncini nella
sua "fabrica ortana" dice che, il territorio di Bassanello era punteggiato da
una fitta
costellazione di chiese e cappelle, facenti parte della Diocesi di Orte -
Bassanello e le enumera nel seguente
ordine:
- S. Maria di
Bassanello, affidata alla Compagnia del SS. Sacramento ed a quella della Disciplina.
- Cappella di S. Joanni Ius Padronato di casa.
- S. Salvatore Parrocchia e Arcipretario.
- S. Valentino, affidata alla Compagnia del S. Rosario.
- S. Angelo Compagnia.
- S. Sebastiano dei Disciplinati.
- S. Martino Capo di Contrada

CHIESE SITUATE FUORI DAL PAESE
- S. Valentino per
la Via di Orte.
- S. Lucia.
- S. Maria delle Grazie.
- S. Joanni.
- Cappella dove fu martirizzato S. Lanno.
- Cappella di S. Rocco al poggio.
- S. Popolo in Contrada del Lago verso Bagnolo
- S. Ambrosi in contrada "Selvarella".
- S. Jaco in contrada detta "Valle di S. Jaco" nelle vicinanze di Aliano.
- Chiesa dei SS. Santicelli.
Per molte di queste chiese e
cappelle è impossibile dire ove fossero state ubicate e quando furono innalzate.
Resta solo il dedicatorio che il Leoncini ci ha tramandato con la sua opera.
Cappella di S.
Joanni Iuspadronato
- Poco
se ne sa di questa Cappella se non che, nel 1275,
nel periodo di Gregorio X, vi si riscuotevano le decime essendo alle dipendenze della
Diocesi di Orte.
Chiesa di S. Martino
- Non ha lasciato alcuna
traccia, l'unico elemento che potrebbe permettere
una localizzazione di questa Chiesa è la via tuttora esistente nel vecchio Borgo
intitolata al Santo.
Chiese di S.
Valentino e S. Lucia
- Non
hanno lasciato traccia. Il Leoncini nella sua opera le cita
ubicate lungo la strada che conduceva da Vasanello alla sua Diocesi, ossia Orte.
Chiesa di S.
Ambrogio
- Il Leoncini la
pone a Sud/Est del centro abitato di Vasanello, in località
"Selvarella". La zona è ricca di casali, tutti di recente costruzione, per cui
non si può ipotizzare neanche
che qualcuno sia derivato dalla trasformazione della Chiesa.
Anche le Chiese di S. Jaco,
dei Santicelli e del Santo Popolo, non hanno lasciato nessuna traccia della
loro esistenzA.
Le due più
importanti chiese di Bassanello, S. Maria e S. Salvatore, meritano una
descrizione a parte per la loro importanza artistica e religiosa.
Nel corso di questo secolo, sino alla fine degli anni '40, tutte queste chiese
erano gestite da ben 7 sacerdoti:
|
- Don Ferdinando
Fabiani |
morto
il 10-12-1917 |
|
- Don Paolo
Purchiaroni |
morto nel
1918 |
|
- Don Teofrasto
Mariani |
morto il
12-10-1918 |
|
- Don Checco
Fabiani |
morto il
10-10-1926 |
|
- Don Romeo
Scarelli |
morto il
23-10-1946 |
|
- Don Tertulliano
Maracci |
morto il
16-01-1948 |
|
- Don Salvatore
Mariani |
morto il
31-12-1957 |
Altri due preti, nativi di
Bassanello, risiedevano ed esercitavano la loro missione fuori del loro paese
natale:
|
- Don Salvatore
Scarelli che esercitava a Roma |
|
|
- Don Ignazio
Mariani che risiedeva a Soriano del Cimino. |
|

CHIESA DI S. MARIA ASSUNTA

Fine 1800 - Chiesa di S. Maria Assunta

trovarono in questa splendida
Cappella la loro degna e forse definitiva dimora. Alla cerimonia parteciparono
il Card. Francesco Ragonesi ed il Vescovo della ns. diocesi Mons. Goffredo
Zaccherini.

CHIESA DI S. SALVATORE
Di stile romanico, le linee
sono simili a quelle della Chiesa di S. Maria ma rispetto a questa, la Chiesa di
S. Salvatore è di dimensioni decisamente più modeste. Può ritenersi costruita
tra la fine del X sec. e l'inizio dell'XI sec. Sorge all'estremità orientale del
paese, è costruita in tufi rettangolari e misura 14 mt. di altezza, 10 mt. di
larghezza, 17 mt. di lunghezza ed ha la facciata, come del resto tutte le chiese
di Bassanello, rivolta ad oriente. E' divisa in tre navate da due file di 4
colonne cilindriche in peperino. In questa Chiesa è collocato il documento più
antico, finora conosciuto, riferito al nome di Vasanello, un'epigrafe marmorea
del 1038, lì posta sotto il pontificato di Benedetto IX (1032-1045) regnando
Corrado II.
Questa lapide fu posta a ricordo di un certo Domenico, "Archipresbiter in castro
Vassanello", e sepolto in un sarcofago davanti alla Chiesa di S. Salvatore. La
tumulazione di questo capo spirituale della comunità di Bassanello in questa
Chiesa fa pensare che, in quel periodo, quella di S. Salvatore fosse la Chiesa
più importante del luogo. Inoltre questa epigrafe fa sorgere anche un enigma
religioso in quanto questa chiesa di S. Salvatore risulta dedicata anche a S.
Giovanni Battista, a S. Pietro, a S. Michele ed alla Beata Vergine Maria. Resta
un mistero che una Chiesa sia stata dedicata a tanti santi, così indipendenti
tra loro, poi scomparsi con il lento trascorrere del tempo.
IL
RESTAURO
Anche per la Chiesa di S.
Salvatore, come precedentemente per quella di S. Maria, si rese necessaria una
operazione di restauro. I lavori iniziarono nell'autunno del 1940 sotto la
direzione dell'architetto Guido Caraffa.
Prima cura fu quella del consolidamento dei muri perimetrali gravemente
lesionati dalla pressione di volte a botte costruite nel 1853 con l'errato
convincimento di creare un più solido sostegno alla Chiesa. Successivamente si
demolirono le volte a botte e si abbatterono i pilastri in muratura, su cui
poggiavano le volte, entro i quali erano racchiuse le primitive colonne in
peperino. Si demolì tutto l'intonaco che ricopriva i muri perimetrali della
Chiesa e fu ricostruito un bel soffitto con travatura in legno.
Sulle pareti interne della Chiesa, tolto l'intonaco, sono state rinvenute
preziose pitture attribuite alla scuola di Antoniazzo Romano (1400) ed a
Domenico Velandi della scuola di Lorenzo da Viterbo. Ben conservata è anche
l'edicola della "Madonna della Febbre" dipinta da Filippo Scarelli, un
bassanellese, nel 1878. Nel corso del lavoro di restauro è venuto alla luce
anche un pregevole gioiello archeologico rappresentato da un altare in pietra a
forma di ara romana. Sul frontale principale è scolpita
in rilievo una grande croce
di chiara impronta bizantina dalla cui sommità partono rami con foglie di olivo
sulle quali si posano due colombe. Dalla base della croce divergono rami al
centro dei quali è scolpito un agnello. Ai lati dell'ara continuano i rami della
base della croce che vengono azzannati da piccoli animali roditori. Il lavoro
dell'altare, nel suo complesso, risulta poco rifinito e superficiale.
Sono poi state chiuse completamente le grandi finestre, anche queste aperte nel
1853, e ripristinate le piccole finestre a doppia strombatura. E stata
ricostruita completamente l'abside di sinistra, che era stata soppressa in epoca
imprecisata, per il collegamento della Chiesa alla canonica tramite un locale,
ora demolito, per l'isolamento del tempio.
Anche il pavimento è stato ribassato per riportare il piano all'antico livello,
operazione che ha permesso di riportare alla luce le basi delle colonne che
delimitano le navate e riportare i gradini di accesso al presbiterio,
sopraelevato di 80 cm. circa, alla loro antica funzione. Il lavoro di restauro
riuscì perfettamente, ma il Tempio dava ancora prova di poca stabilità. Con
continue pressioni presso le Belle Arti, si riuscì ad ottenere il consolidamento
della Chiesa con catene.
Il lavoro venne effettuato sotto la direzione del Prof. Terenzio Alberto nel
1951. Il 4 Novembre 1956 con l'intervento del Card. Aloisi Masella, del Vescovo
della Diocesi e sotto la guida spirituale del ns. parroco Don Mario, la Chiesa
di S. Salvatore si riapriva al culto con una solenne cerimonia. Prima del
restauro nelle vicinanze della Chiesa esisteva un muro di recinzione che
delimitava un orto che normalmente veniva coltivato sempre dal parroco che
gestiva, prò-tempore, la parrocchia di S. Salvatore; lo coltivò don Teofrasto e
don Romeo.
Su questo muro di recinzione esisteva una cappelletta che racchiudeva una
piccola immagine della Madonna del Rosario in terracotta, la base di questa
cappella era costituita da un grande sarcofago di pietra la cui cavità era
rivolta ad oriente. Congiunta all'orto, vi era una stalla; dai suoi archi,
nicchie e da una epigrafe lì trovata è dato supporre che quel posto una volta
era sicuramente una cappella, probabilmente dedicata a S. Valentino.
Con il restauro della Chiesa, tutto è stato trasformato e successivamente Don
Mario, con l'aiuto di tutto il popolo di Vasanello, realizzò una sala
cinematografica adibita anche a ricreatorio e la quasi totalità dell'orto fu
messa a disposizione dei ragazzi per giochi.
Non si può concludere questo capitolo senza ricordare la violenta polemica,
sorta in questi ultimi anni, per l'isolamento della Chiesa di S. Salvatore
tramite l'abbattimento di alcune vecchie abitazioni adiacenti alla parte
posteriore della Chiesa stessa. La controversia sull'isolamento della Chiesa è
stata una delle cause che ha provocato addirittura la caduta di una
amministrazione comunale. A tale proposito, se può servire, riportiamo la
conclusione dell'architetto Guido Caraffa nella sua opera "Restauro della Chiesa
di S. Salvatore in Bassanello":
"È augurabile che, a completamento dei lavori sinora fatti, sia possibile in
prossimo avvenire demolire alcune modestissime casette, che sorgono dietro la
Chiesa e che contrastano, con la loro povertà, con il carattere del paese nel
quale non mancano esempi di architettura rinascimentale. Solo così sarà
possibile completare, con una adeguata zona di rispetto, la valorizzazione di
questa pregevole Chiesa, che per le austere linee e per l'epoca in cui fu
costruita, merita certamente un posto notevole nella storia dell'architettura".

1920 - S. Salvatore ed il suo Campanile

S.
LANNO MARTIRE PROTETTORE della TERRA di BASSANELLO
Chi era S. Lanno ? Un giovane bello
e gentile, abbandonato alla morte in atteggiamento dolce ed espressivo, come
risulta dalla statua contenente le sue reliquie e conservata nella Cripta della
Chiesa di S. Maria.
Secondo l'agiografia più nota ed accettata dalla tradizione orale e dialettale.
Secondo gli approfonditi studi dell'Arciprete Mariani era nato a Colonia, in
Germania, da nobile famiglia.
A circa 13 anni di età si arruolò
nella guardia del corpo di Massimiano in qualità di Ufficiale ed in seguito fu
trasferito nel Lazio al servizio di Diocleziano. Fu in Italia che il giovane
conobbe la fede cristiana e la fece propria; amò con coraggio e fervore Dio,
diffuse le sue idee e si dichiarò "Cavaliere di Cristo". Presto però fu deferito
al pretore e dovette subire un processo ed una "passione" che terminò con la
condanna a morte tramite decapitazione.
Tale condanna venne eseguita il 5
Maggio dell'anno 296, fuori le mura castellane di Bassanello e precisamente nel
luogo dove ora sorge la cappella dedicata al Martire. Così narra il Leoncini
"Questo atto e martirio del Beato Lando fu eseguito fuori le mura di Bassanello,
incontro la porta , un tiro di mano ove è la chiesa di S. Lando e suo martirio,
che sino da quel giorno ne ritiene il nome".
Durante il cammino dal castello al
luogo dell'esecuzione, il giovane Lando donò la vista ad un cieco dalla nascita,
successivamente questo prodigio accrebbe nella popolazione di Bassanello la
venerazione ed il compianto per il giovane e l'odio contro i persecutori. Questo
miracolo è riportato da più fonti, dal Leoncini: "Cappella ove fu martorizzato
S. Lando... ove si illuminò un cieco".
E dal Costanzi: "Esiste ancora fama
che vicino a morire, stando ancora tra le mani dei manigoldi, rendesse la vista
ad un cieco dalla nascita".
La toponomastica locale indica a
pochi metri dalla Cappella del Martirio una insenatura della Via Orfana (attuale
Via S. Lanno), che da sempre è denominata San Ceconato. La condanna venne
eseguita, alcuni fedeli si impadronirono del corpo del Martire abbandonato dai
carnefici, per dargli onorevole sepoltura tra le mura castellane in un luogo
segreto.
Qui il corpo del S. Martire ha
riposato per più di 13 secoli.

Inizio Secolo - Processione del Corpus Domini

Processione in Onore del Protettore S. Lanno -
Ricordo del XVI Centenario del suo Martirio 5/6/7 Maggio 1903

IL
RITROVAMENTO DEL CORPO
Tra le mura castellane e la chiesa
di S. Maria, in un angusto sito, vi era un loculo che per antichissima
tradizione era indicato da tutti come tomba di S. Lanno. il 18 Gennaio 1628 una
delegazione della comunità di Bassanello, composta da Don Sebastiano Pollioni
Arciprete di S. Maria, e Pietro Fabiani, si recò Monsignor Gozzadini, vescovo di
Orte e Civita Castellana, per richiedere regolare permesso ad esplorare il
tumulo ritenuto da tutto il popolo il sepolcro del S. Martire.
Il Vescovo concesse
l'autorizzazione. Segretamente venne aperto nel muro della tomba un foro che
permise di individuare i resti di un corpo umano. Il 25 Marzo dello stesso
anno, furono scelti Michele Bottini e Pietro Fagiani (Presidente della
Confraternità di S. Lanno), quali operai idonei alla delicata operazione di
demolizione del tumulo che venne eseguita con diligenza in presenza del Vicario
generale di Orte Don Bartolomeo Valentini, Don Sebastiano Pollioni, Don Giulio
Moddi parroco di S. Salvatore e di Quintilio Pressutti, G. B. Celestini e
Gregorio Gregori quali testimoni.
Fu ritrovato un loculo lungo
tredici palmi (circa mt. 1,80), e largo 5 coperto da due lastre di travertino
che poggiavano su pietre di tufo e peperino. Sotto due lastre fu rinvenuto un
pilastro in travertino alto circa 2 mt. con scolpita una colonna sulla cui
sommità era incisa una croce greca (attualmente è nella Cripta del Santo),
quindi ancora una lapide di marmo della stessa lunghezza spezzata in due parti e
decorata con mosaici (usata poi come stipite della porta secondaria della chiesa
di S. Maria).
Nell'interno della tomba giacevano
intatte le ossa di un corpo umano, non sconnesse ma disposte secondo le naturali
giunture. Il corpo misurava circa 6 palmi e mezzo di lunghezza (circa mt. 1,69),
la testa riposava ad occidente ed i piedi ad oriente. Fu rinvenuto anche del
sangue congelato misto a terra che venne immediatamente riposto sigillato in
un'ampolla. Il corpo ritrovato venne rinchiuso in una cassa di cipresso
appositamente sigillata con Sigillo Episcopale in attesa, da parte della Chiesa,
di un processo per il riconoscimento. Il 23 Marzo del 1630 la Congregazione dei
Riti riconobbe in quelle ossa il Sacro Corpo di S. Lanno e con decreto del 6
Aprile dello stesso anno regolarizzètò tale riconoscimento. La traslazione del
corpo del S. Martire avvenne di domenica.
I
MIRACOLI
Anticamente sopra le arcate della
navata centrale della Chiesa di S. Maria erano dipinti 14 medaglioni a
testimonianza di altrettanti prodigi operati da S. Lanno. Elenchiamo di seguito
alcuni miracoli che il Santo Protettore operò nel nostro paese:
- Da tempo immemorabile la festa di
S. Lanno si onora a Bassanello il giorno 5 Maggio e per consuetudine si osserva
come festivo anche il giorno 6 Maggio; in memoria della traslazione del corpo
del S. Martire fu aggiunto anche il giorno 7 Maggio ed in questi giorni festivi
ognuno si astiene dal lavoro. Accadde che un padre di famiglia, osservato il
primo giorno di festa, si recò poi nei campi per lavorare. Al suo ritorno trovò
nei campi alcune tartarughe che raccolse e portò in famiglia. Entrato in casa le
depositò in terra e queste subito si trasformarono in serpenti, con grande
spavento di tutta la famiglia. L'uomo cosciente dell'errore commesso ricorse al
patrocinio del S. Martire e fu esaudito; la casa restò immediatamente libera da
quei mostri.
- Un uomo si arrischiò ad
attraversare il fiume Tevere a guado, travolto dalla furia delle acque e sul
punto di annegare si rivolse a S. Lanno e scampò da morte ormai sicura.
- Eustachio figlio di Agostino
Nerca, si ammalò all'età di 7 anni perdendo l'uso delle gambe. A 20 anni, fu
condotto presso il sepolcro di S. Lanno dalla madre Massimilla, quando tornò a
casa iniziò a camminare.
- Domenico, figlio di Giovanni
Mariani aveva perduto l'uso del braccio sinistro, condotto al sepolcro del
Martire, lo riacquistò per sua intercessione.
- Il figlio di Rocco Gentili,
Domenico, malato ed in fin di vita, dichiarato come caso disperato anche dai
medici, fu portato presso la Cappella di S. Lanno, fu steso nudo sopra l'altare
e subito recuperò la salute.
- Donna Rosa di Millo, ossessa da
demonio, fu esorcizzata da Don Mario Fucitola arciprete di Bassanello dinanzi al
sepolcro del S. Martire e per sua intercessione fu liberata dal maligno. Lo
stesso avvenne con Clemenza moglie di Pietro Cassandra e molte altre donne.
- 1 Aprile 1628 Fuccellara Lanno di
Sante di anni 16 così deponeva davanti al Vicario Generale di Orte:
" Ritrovandomi io
stroppiato da 6 anni in qua in questo piede dritto, e di questa mano dritta, di
modo, che per detto tempo sono stato
mai padrone di questa parte dritta, nè avendo mai possuto fare cosa nessuna,
ritrovandomi, comeì ho detto così impedito, tanto che avendo inteso dire
pubblicamente per la terra, che si era ritrovato il glorioso corpo di
S. Lanno, per esser io particolarmente divoto, per esser Santo il mio nome, però
con ferma certezza, e fede, che mi avesse da
guarire per aver anco inteso, che molti a
gloria sua si erano liberati da diverse infermità colle'essersi unti con l'olio
della lampada. Però jer sera, dopo il sono dell'Ave Maria andai con certa
speranza e fede a visitare quel glorioso Corpo, e per ungermi anco con l'olio
della stessa lampada.
Così postomi in ginocchioni avanti quella Santa Sepoltura, pregai detto Santo
che essendo per la
meglio, mi volesse liberare da detto impedimento, e devotamente mi unsi questa
mano col Sant'olio della lampada, e così stetti un poco inginocchioni, facendo
orazione, avendo messa la crocciola lì in terra, e mentre stavo facendo Orazione
mi sentii dire al cuore, che mi levassi in piedi,
e non pigliassi la crocciola, e così feci, e
mentre mi levai in piedi, mi sentii libero della mano, e del
piede, tanto che nell'istesso istante
mi misi a camminare, e scento per la scala, venni in Chiesa,
dove avanti l'altare di esso Santo mi
spogliai ignudo, e lasciai tutti i miei panni, e la crocciola, per
segno di riconoscenza della grazia
ricevuta, e il popolo tutto, che era presente, vedendomi libero,
cominciò ad alta voce, a strillare
"Misericordia", ed io allora me ne andai a casa, accompagnato
da infinità di popolo, che strillava
"Misericordia ".
- Il sig. Pietro Fabiani
depone nel corso del Processo Canonico:
" Oggi essendo venuta Donna
Diamante moglie del quondam Angelo Gentili di età di anni 60 incirca parimente
con le crocciole avanti detta Sepoltura a fare Orazione, ritrovandosi storpiata
da
10 anni in quà, e più, essendo stata per un
pezzo anzi quasi tutt'oggi avanti essa Sepoltura a fare Orazione, con
dirottissimo pianto, finalmente sulle ore 23 in circa si è partita camminando
benissimo da se stessa, e senza dette crocciole, quali ha lasciate assieme a
tutti li vestimenti, che
portava, essendosi spogliata nel detto luogo,
e poi rivestita di nuovi panni, che aveva mandato
a ripigliare in casa, il che visto dal popolo,
essendo cosa tanto miracolosa, si è cominciato a strillare "Misericordia" con
pianti dirottissimi, e stridi di ringraziamento a detto santo. E' stata
accompagnata a casa dal popolo, camminando da se e liberamente ".
Anticamente S. Lanno estese i suoi
prodigi anche fuori di Bassanello, sopratutto a Citerna nella diocesi di Città
di Castello, dove si divulgò molto la devozione al ns. Santo grazie all'opera di
Martino Vespasiani, antenato della famiglia Mariani, che nel 1728 era
Commissario per la Sacra Consulta.
Ecco alcuni miracoli operati da S.
Lanno in questa terra.
- Un bambino di nome Francesco
figlio di Ottavio Giunti, dal popolo creduto malmenato dalle streghe, ma in
realtà ulcerato in tutto il corpo, quasi in fin di vita, unto con l'olio della
lampada del Sepolcro di S. Lanno, fornito dal Vespasiani, guarì immediatamente.
- Il sig. Paludio figlio del Cap.
Giovan Francesco, giaceva in fin di vita con febbre altissima; unto con lo
stesso olio della lampada del ns. Protettore all'istante guarì.
- Il sig. Felice Beccarini era
stato colpito da gravissima malattia ed i medici, dopo aver tentato tutte le
cure possibili, dichiararono il caso disperato. Il fratello del malato, Padre
Bonaventura, guardiano del convento di S. Francesco, ricorse al patrocinio del
ns. Santo e dopo aver unto il malato con l'olio della sua lampada, subito notò
un miglioramento ed in seguito guarì perfettamente.
Altri miracolati nel suddetto paese
furono:
- Antonio del Moro, Francesca
Corcioschi di 9 mesi, Barbara Viciechi, Giacomo Antonio Pacini.
Torniamo ai prodigi operati nel ns.
paese:
- Francesco, figlio di Giacomo
Maracci di Bassanello, nacque con le palpebre degli occhi chiuse, e venne
dichiarato cieco. Quando fu condotto al fonte battesimale, il parroco Don Lanno
Antonio Celestini, Arciprete di S. Maria, suggerì alla madrina ed ai presenti
che, prima di riportarlo a casa, lo deponessero sull’altare di S. Lanno e con
fiducia lo raccomandassero a Lui. Così fecero e con stupore videro che il bimbo
aveva gli occhi aperti.
- Alla fine del 1793 ed al
principio del 1794 Bassanello fu colpito da una gravissima epidemia che mieteva
molte vittime, specialmente tra i giovani. Monsignor De Dominicis, Vescovo di
Orte, esortò la popolazione a rivolgersi al S. Protettore con un triduo di
preghiere ed una solenne processione per le vie del paese con le Sante Reliquie.
Il 9 Febbraio 1794 ultimo giorno del triduo, nel pomeriggio doveva svolgersi la
solenne processione, nel corso dei Vespri fu chiamato con urgenza il parroco Don
Bernardino Ralli al capezzale di Giovannetti Nicola di venti anni già munito di
Sacramenti ed in stato di coma. Il parroco non avvertendo più il respiro del
giovane malato fece inginocchiare i presenti esortandoli a recitare un Pater Ave
Gloria a S. Lanno. Terminata l'orazione il moribondo aprì gli occhi e disse: "
Oh ! S. Lanno mio ". Era guarito. Questo era anche il presagio che il flagello
dell'epidemia era terminato per l'intercessione di S. Lanno presso Dio.
- Sin dai tempi più antichi S.
Lanno ha goduto di grande fama di taumaturgo dei sofferenti dal dolore di testa.
Infatti sia in Bassanello che da altri paesi, i malati sono sempre accorsi in
grande quantità ottenendo la guarigione sia con l'accostare la testa al
finestrino del suo sepolcro o semplicemente ungendosi con l'olio della sua
lampada. Centinaia sono state le guarigioni dei dolori alla testa.
- Al principio del XVIII secolo, un
furto sacrilego sconvolse la comunità cristiana di Civita Castellana, ignoti
avevano trafugato le Sante Reliquie dei Patroni S.S. Marciano e Giovanni. Tutte
le accurate ricerche svolte non avevano dato esito alcuno. Il 22 Aprile 1701, il
Vescovo Mons. Simon Paolo Aleotti, si recò in visita a Bassanello e celebrò la
Santa Messa presso l'altare di S. Lanno. Terminato l'ufficio, comunicò ai fedeli
che aveva invocato il patrocinio di S. Lanno per il ritrovamento delle reliquie
dei S.S. Martiri di Civita Castellana. Il Vescovo fu poi ospite del Castello per
il pranzo e verso la fine del desinare un cameriere gli comunicò la visita di un
eremita che aveva urgente bisogno di parlargli. Il Vescovo ricevette
immediatamente l'eremita che gli offrì un involucro contenente le S. Reliquie
dei Martiri S.S. Marciano e Giovanni. Avvertito anche l'Arciprete Don Cesare
Pini, Mons. Aleotti gli andò incontro esclamando: " Arciprete, ed intercessione
di S. Lanno, si sono ritrovate le Reliquie dei Martiri di Civita Castellana ".
STORIA DELL'INNO di S. LANNO
Ogni bassanellese conosce e canta
nel corso delle processioni l'Inno di S. Lanno, ma sono pochi che ne conoscono
l'origine nonostante esso sia nato a Bassanello in epoca molto recente.
Nel 1939, alle soglie della seconda
guerra mondiale, tra i vari sacerdoti che esercitavano nel ns. paese ve ne era
uno in particolare che aveva una grande passione per la musica e si divertiva a
suonare un vecchio pianoforte acquistato per la somma di lire 135 da Don Corrado
Ralli di Orte.
Questo sacerdote era Don
Tertulliano Maracci che, oltre alla passione per la musica, nutriva una
particolare inclinazione anche per la poesia.
Avvenne che un giorno una suora
dell'asilo infantile di Bassanello fece avere a "Nano i' vappo", altro grande
appassionato di musica, uno spartito musicale già compilato che aveva rinvenuto
tra varie scartoffie. Si trattava di un Inno dedicato ad un Santo Martire di
autore ignoto. Nano sottopose lo spartito musicale a Don Tertulliano, a cui era
legato da sincera amicizia, subito questi pensò di realizzare con quella musica
un inno da dedicare al ns. Santo Patrono. In pochissimo tempo, erano imminenti
le feste patronali, scrisse le parole appropriate al tipo di musica e adattate
alla gloriosa storia del Martire.
Il 4 Maggio 1939, nel primo
pomeriggio, venne a Bassanello la Banda Musicale di Vallerano che, nella Chiesa
della Stella provò questo inno cantato dalle "Figlie di Maria", già preparate da
Don Tertulliano.
La sera, nel corso della
processione di apertura delle feste patronali, per la prima volta venne eseguito
questo inno che poi diverrà l'Inno ufficiale del Patrono di Bassanello.

INNO A S. LANNO
Irrorato di sangue
prezioso
scintillante lo scudo e il cimiero
odi l'inno celeste guerriero
che si eleva da un popolo a te.
Fu la fede tuo scudo e la Speme
fu tuo usbergo nell'orrido agone
e vincendo nell'aspra tenzone
Bassanello cristiano si fe.
Questo suol di tuo Sangue bagnato
con le vie su cui l'orme lasciasti
queste genti che a Cristo portasti
benedici e sian sempre con te.
A chi al santo tuo avello si prostra
non negar tue grazie e favori
ma il tuo cuore pietoso ristori
chi ti invoca e ti chiede mercè.
Bassanello tua patria seconda
cui lasciasti le spoglie tue in dono
col tuo sangue o celeste Patrono
a te sempre a rivolto il suo cuor.
Tra i perigli nell'ansia e nel duolo
da te sempre protetti e difesi
noi vivremo sicuri ed illesi
se ci guardi con un occhio d'amor.
A S. Lanno fedeli rendiamo
il tributo di gloria e d'onore
a chi sol di Gesù per amore
e per noi tanti strazi patì.
E di un inno di grazie risuoni
ogni casa ogni valle ogni campo
ch'ei per noi fu d'Averno lo scampo
e per noi tutto lieto morì.

Don Tertulliano morì a
Bassanello il 16 Gennaio del 1948.

MENU' PRINCIPALE
|
Al Lettore
|
Brevi Notizie Storiche
|
Notizie
Storico Religiose |
Spartizione
delle Terre
|
Folklore Usi e Costumi
|
|
Monumenti che
Spariscono
|
Si Gira il Paese |
La Sapienza Popolare |Poesie
| Bibliografia
|
I Componenti della
Classe 1951

.gif)
Copyright ©
del Libro " Le
Mie Radici "
dei Rispettivi Autori
- Tutti i Diritti Riservati
Copyright ©
del Sito Web di Vasanello (VT) dall'Anno 2000 dei Rispettivi Autori e del Webmaster:
Andrea Di Palermo
- Tutti i Diritti Riservati -
Info Line:
349.4964471
E-Mail:
webmaster@vasanellovt.it
Facebook (Social Network)
Andrea
Di Palermo - Contact MSN (Chat) Messenger:
dpandrea@live.it

