Gradoli

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Gradoli (01010) Dista 72 Km. da Vasanello

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 Recapiti del Comune

Comune di Gradoli Piazza L. Palombini, 2 0761.456082 0761.456052 E-Mail ---

Notizie

Gradoli (VT) è un comune con poco meno di 1.500 abitanti, sulle rive nord-occidentali del lago di Bolsena, dista dal capoluogo circa 35 km.

È terra di produzione del vino DOC Aleatico di Gradoli, dell'Aleatico di Gradoli Liquoroso e dell'Aleatico di Gradoli Liquoroso Riserva. Vi si trova un celebre Palazzo Farnese, realizzato dall'architetto Antonio da Sangallo. La sua economia vive di turismo e agricoltura.

Geografia

Gradoli, sorge su una collina tufacea nel cuore della catena dei Monti Volsini, circondata per due terzi dal torrente del Fosso Rigo. Il paese si trova a pochi chilometri dal lago di Bolsena, e al suo territorio appartengono 11 km di spiaggia sulle sue rive. Il territorio comunale consiste in ripide colline e in profonde vallate, coltivate a viti e ulivi, in prossimità del lago.

Storia

Le origini di Gradoli risalgono al Medioevo quando nell'attuale "Pergola" fu costruito un imponente castello, la cui entrata poteva essere raggiunta solo attraverso una ripida scala (in latino "gradus"), da cui deriverebbe il nome del paese. Del castello, rimangono poche tracce: una torre difensiva rotonda, oggi inglobata in una casa privata, l'arco d'ingresso, parte delle mura. Il fossato che circondava il paese è stato modificato e trasformato in strade e piazze cittadine ma è ancora visibile la forma. Il castello fu ceduto da Matilde di Canossa al Papato.

La città fu a partire dal XII secolo comune autonomo, ma presto cadde, come tutto il circondario sotto il dominio orvietano. Vi furono numerose rivolte cui seguirono repressioni e saccheggi. Nel Quattrocento fu diviso a metà fra la famiglia Farnese e papa Eugenio IV e nel 1505 passò in "vicariato perpetuo" ai Farnese.

Iniziò per Gradoli il periodo più felice di tutta la sua storia: il paese divenne uno dei centri principali del ducato di Castro, fu residenza estiva di papa Paolo III, che fece abbattere l'antico castello (o meglio ciò che restava) e vi costruì una sua residenza personale (Palazzo Farnese di Gradoli). Seguì il declino dei Farnese e dopo la distruzione della città di Castro nel 1649 tornò allo Stato della Chiesa. Nel 1871 entrò nel Regno d'Italia. Nel 1978, il paese verrà indicato come probabile prigione di Aldo Moro (vedi Curiosità).

Luoghi d'Interesse

Il principale monumento cittadino è il Palazzo Farnese, imponente costruzione cinquecentesca che domina l'intero paese, progettata da Antonio da Sangallo come residenza estiva di papa Paolo III e dei Farnese. Il palazzo, conserva sontuose stanze affrescate ed ospita al suo interno il "Museo del Costume Farnesiano", interessante raccolta di abiti, armi, utensili rinascimentali e il "Centro Nazionale di Studi sulla Famiglia Farnese".

Accanto al palazzo si trova la chiesa collegiata di Santa Maria Maddalena, anch'essa progettata da Antonio da Sangallo e in stile rinascimentale. Conserva all'interno, numerosi dipinti e affreschi di autori vari e un fonte battesimale di epoca barocca.

Numerose altre chiese sono sconsacrate, mentre sono rimaste la chiesa di San Pietro, detta della Madonna, la chiesa di San Michele Arcangelo, detta Sant'Angelo, la chiesa di San Vittore, la cui costruzione è legata ad un fatto miracoloso: i Saraceni, risalendo il fiume Marta avevano raggiunto i paesi del lago e li avevano saccheggiati. Si stavano preparando a fare lo stesso con Gradoli, se lungo il cammino una nebbia fittissima non li avesse avvolti costringendoli a tornare indietro. Molti gradolesi nella nebbia, videro l'immagine di San Vittore e perciò fu costruita la chiesa, dove è conservato un dipinto della Madonna delle Grazie, detta "Madonna di San Vittore", particolarmente venerata dal popolo.

Tradizioni

Pranzo del Purgatorio

Gradoli, è conosciuta in tutta l'Italia centrale, per le caratteristiche manifestazioni folcoristiche che accompagnano la fine del Carnevale e l'inizio della Quaresima. Il Martedi Grasso, accanto ai costumi colorati e ai festeggiamenti del Carnevale, per le vie del paese, passa un gruppo di persone, vestite di nero con un lungo cappuccio e per questo note come Incappucciati. Sono membri della Confraternita del Purgatorio e il loro passaggio nelle strade di Gradoli, vuole ricordare a tutti che il Carnevale sta finendo e sta per iniziare il periodo di digiuno e penitenza della Quaresima. Gli Incappucciati, bussano alle porte delle case e raccolgono libere offerte, soprattutto prodotti agricoli-salcicce, prosciutti, olive, vino, salami, formaggi-che vengono poi messi all'asta nella piazza del paese. Il ricavato, viene usato, per finanziare l'indomani-Mercoledì delle Ceneri-il Pranzo del Purgatorio, un pranzo di cibi rigorosamenti magri, per pregare la misericordia divina per le anime del Purgatorio. Il Pranzo del Purgatorio, viene cucinato dai membri della Confraternita, tutti uomini, e le donne possono partecipare alla mensa solo dagli anni Cinquanta. Il Pranzo del Purgatorio, fu allestito nel Trecento, per ricordare i caduti di una rivolta degli abitanti di Gradoli contro le vessazioni, imposte dal Papato.

Le tentavecchie

Un'altra tradizione è quella delle "Tentavecchie". La notte del 3,4 e del 5 gennaio, gruppi di bambini, ragazzi e anche grandi, sfilano per le vie del paese, facendo un fracasso assordante con l'uso di strumenti bizzarri e popolari, come coperchi, pentole, mestoli,padelle, trombette, campanacci, corni. L'origine di questa tradizione è sconosciuta: seconda una diffusa leggenda popolare, le "Tentavecchie" con il loro fracasso, intendono svegliare la vecchia Befana e ricordarle di portare i doni ai bambini. Altri inseriscono le Tentavecchie nei riti pagani della terra e che precendono il Solstizio d'Inverno. Un'altra voce, risale alle radici cristiane del popolo e vuole che le Tentavecchie con il loro rumore, vogliono coprire il pianto di Gesù Bambino e evitare che Erode riesca a trovarlo.

Curiosità

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